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Pubblicata il 09/10/2021
fedele al suo padrone, per cent 'anni
badava alle sue bestie con amore,
dismesso, un po' perduto dentro i panni,
un tozzo al dì di pane e di rancore.

venne giorno, che nei campi del Signore
fu chiamato per goder di doni e amore.

da voce celestiale comandato,
diritto di desio ebbe il suo cuore,
che tanto nella vita, ha lavorato
da sceglier, di ricchezze oltre ad onore.

“Di bestie altrui, vivendo, badai sì tanto
vorrei di mio, una pecora al mio fianco”

l' Angelo confuso, da umile richiesta
acconsentì premiando, il povero pastore,
soltanto consegnandogli una bestia
contento di sì poco, era il suo cuore.

uomo umile in vita e nella morte,
vendetta non provò, nella sua corte.

fu così, per inganno o per errore,
morendo anche il padrone fu chiamato,
nei campi risplendenti del Signore,
che di desio Celeste, fu premiato.

l' Angelo, gli chiese suo malgrado,
pur tanto dalla vita avesse preso,
a cosa il suo desio fosse arrivato,
che a presto, di reale avrebbe reso.

“Il cuore un desiderio sol mi disse,
la bestia del mio schiavo, ora morisse.”
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Delle buone rime che hanno l'importanza di avere un senso. Gradita, Ciao

il 09/10/2021 alle 17:16

Molto apprezzata

il 09/10/2021 alle 19:05

Grazie

il 09/10/2021 alle 19:09

Prego

il 09/10/2021 alle 20:19