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Pubblicata il 04/10/2021
una semplice metafora
può essere caratteristica di tutti o di nessuno
sicuramente, è tra le mie
essere umano, cnidaria
me, medusa
una cosa ci accomuna:
lasciarsi andare.
il mio modo di essere
tutto ciò che combacia con l'irrazionalità involontaria,
tutto ciò che combacia col mondo dei sentimenti,
che se ti amo
non ti aspettare che non lo faccia
lasciami sprofondare
con tutta me stessa
in quello che può essere il nostro destino
o strana casualità,
in quello che può essere il tuo amore
o semplice rifiuto;
e poi ci pensi,
a loro ci pensi:
meduse,
varie
pericolose
e così ingenue
affidano il loro destino all'immensità del mare
per natura
non hanno scelta
si abbandonano allo scorrere del tempo
tra un'onda e l'altra
ma, come in amore,
alla fine qualcosa le spezza,
le distrugge
il loro dolce e pungente galleggiare
frenato dal totale imprevisto
come quel bambino
con le ginocchia piene di sabbia
accovacciato sul bagnasciuga
il piccolo secchiello tra le mani
gli occhi rivolti verso il mare,
e distratto dalla bellezza del mare
scruta l'imprevedibile
movimenti veloci si susseguono:
nessuna paura, secchiello, concentrazione
veloci,
come la fine del dolce e pungente galleggiare
di colei che, ancora per una volta,
aveva sperato di poter vivere.
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Anche io scrissi tempo fa qualcosa sul destino delle meduse, così fluenti e morbide nel loro mare e poi morenti quando restano spiaggiate. Benvenuta.

il 04/10/2021 alle 14:18