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Pubblicata il 14/09/2021
Lui era il quando,
il dove che non stava mai fermo.
Ancora ci penso,
ed il freddo diviene strazio.
Strozzo il pianto,
mi domando come sarebbe stato.
Non rispondo.

Lui era le cose che fanno,
il perso che stavo cercando,
quello che volli, che ancora dico,
che più non vedo.

Non ci credo.
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Mi piace molto il modo in cui è scritta, e anche se non sono una professoressa, ti do dieci con lode.

il 14/09/2021 alle 13:41

Concordo con Serena, ottimo testo, ciao Angela è sempre un piacere leggere i tuoi lavori :-)

il 14/09/2021 alle 14:40

S', decisamente un buon testo, Angela.

il 14/09/2021 alle 15:07

Ma questa è superlativa. Pathos a 360 gradi che gronda da ogni verso. Mi ha veramente emozionato. Brava Angela.

il 14/09/2021 alle 15:14

Serena, Aug, apopi... sono strafelice che la mia poesia vi sia piaciuta. Grazie di cuore.

il 14/09/2021 alle 17:22

La personificazione delle essenze, come tradotta in questa tua, è incisiva e ammaliante. Forse, dico forse, è anche un'autodenuncia per non essere stata essenza personificata e non aver indotto certe sensazioni nell'altro. Non ci credo, dici, ma hai avuto la forza di farlo credere a chi ti legge. Un ottimo lavoro.

il 15/09/2021 alle 08:49

Eriot, ti ringrazio per il magnifico commento. P.S. ci vedi mooolto lungo. ----> Grazie

il 15/09/2021 alle 11:29

Molto bella, sì. Arriva molto bene quel senso di smarrimento che accompagna quel qualcosa che è rimasto incompiuto, ma prendeva e prende ancora ogni angolo del cuore e della mente.

il 15/09/2021 alle 12:28

Sono felice d'averti emozionata. Grazie di cuore, Genziana.

il 15/09/2021 alle 16:57

Struggente nella sua perfetta iperbole letteraria! Componimento dettato da grande sensinilità e dote poetica non comuni! Un saluto caro!

il 18/09/2021 alle 09:25

sensibilità, pardon

il 18/09/2021 alle 20:41

Grazie per il bellissimo complimento, Sir.

il 19/09/2021 alle 06:07