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Pubblicata il 28/07/2021
Sul calendario dei giorni scaduti
come pitture rupestri
residuano segni di vite trascorse,

spesso attutiti sussurri,
talora tenera lama,
ancor più crudele ad estrarre,

ingenui pensieri,
nella nebbia dei quali
un estraneo m'appare,
o il volto mio negli anni immutabile.

Quanto più è stinto l'inchiostro,
ingiallita la carta,
senza senso, rapide rondini,
fuggiti i giorni per sempre,
tanto più attonito sconforto
dall'immediatezza mi rapisce,

lo specchio sarà forse
del baratro al quale,
insondabile, le spalle voltai.

Bevete ora, di questo vino.
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