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Pubblicata il 14/05/2021
E non va via
mistero dall'anima
non va per quanto tu
possa arderne i giorni
seppellirne le carni
e su quella terra compatta
erigere bastioni.
Tornerai a scavare
la tua ombra sulla sua
le dita dure e nude
sino a quel mistero
e ritrovarlo intatto
perchè non va
se fu parte di te.
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ben diverso qui l'orizzonte...carico di tensioni ombre nuvole nere, non riesco a leggere altro che tormento che scava , e la tua ombra sulla sua è una stilettata di solitudine e dolore, un senso di spossatezza nel tuo inchiostro, oggi più nero, e di quel mistero vorrei chiederti, se non mi appartiene, anche se lo uso e ne abuso tante volte quando non riesco più a rialzarmi, spero che tu ci riesca, cara Arlette, il mio auspicio più forte è per domani cioè a rileggerti più serena , e non possedendo la tua carica come energia vitale posso soltanto restare qui al tuo fianco qualche minuto fisso a leggerti in silenzio, con il mio saluto più caro, ciao vir

il 14/05/2021 alle 09:05

per quanto possiamo fare, anche stordendoci, non sfuggiamo a noi stessi,mai….Viviamo su una corda tesa tra due montagne e chiudiamo gli occhi pensando di essere altrove, ma siamo lì... conferma ulteriore della tua intelligenza e sensibilità, oltre che della tua bravura

il 14/05/2021 alle 10:44

Bellissimo testo, intenso e suggestivo.

il 14/05/2021 alle 11:13

La lettura silenziosa accompagna quanto e più delle parole. Insieme sono comunque di gran conforto e in questa tuo dire le hai dosate in maniera egregia. Grazie Virgilio.

il 14/05/2021 alle 11:50

Siamo lì, Ciro, a scavare e riempire, riempire e scavare sino a che le dita e la mente faranno i calli al dolore stordendolo ma non cancellandolo. Perchè no, non vanno via e forse è giusto sia così. Fluiranno le cose, i tempi e le persone, aprendo sicuramnete altri orizzonti che vanno oltre la rassegnazione, per non perdere l'equilibrio del vivere, ma chi ha trovato l'essenza di noi resta lì.

il 14/05/2021 alle 12:11

Ciao Renato, facendo un giro nei tuoi testi di bellezza e suggestione ne ho potuto apprezzare non poco. Grata per il tuo intervento.

il 14/05/2021 alle 12:13

L'anima è uno scrigno dove conserviamo tutto ciò che di prezioso nel tempo abbiamo accumulato, Luisa cara, e lo apriamo e chiudiamo da soli quando il bisogno si fa pressante. Nessuno a condividere, non c'è spazio perchè il vissuto, quel tipo di vissuto, è estremamente personale. Ma c'è la poesia e lei, per fortuna, è collettiva.

il 14/05/2021 alle 12:23

Soffermandomi sul tuo ultimo intervento...nessuno a condividere...infatti trovo questa poesia molto intima, un voler cercarsi dentro quel mistero che forse è il nostro più fedele alleato.

il 14/05/2021 alle 13:03

La libertà dal bisogno di dimenticare e la necessità di ricordare... hai letto a modo tuo, Bianca, e somiglia molto, davvero molto al mio. Grazie.

il 14/05/2021 alle 13:41

Tocchi con acume e rigore poetico l'elemento centrale di ogni memoria. Non va, non può andare, se non portando via noi stessi. Una conservazione, forse un'autodifesa?

il 14/05/2021 alle 13:44

Rileggo le vostre osservazioni, Vincent, ognuna a modo suo influente accanto a questo mio scritto. In particolare tu parli di un fedele alleato citando il mistero. Lo è, a mio parere, proprio perchè insondabile anche al proprio intelletto. Grazie anche a te.

il 14/05/2021 alle 13:49

Ecco il cardine della questione, Valerio. "Se non portando via noi stessi": qui riassumi quello che l'esperienza mi ha insegnato e quello che gli altri autori in maniera personale ma tracciando un preciso, unico cerchio, hanno evidenziato. Allora, portandoci via, smetteremo di scavare e riempire la nostra anima in piena libertà, dentro il mistero di una vita che, a ben osservare, è comune a tutti. Lieta del tuo passaggio.

il 14/05/2021 alle 14:07

Paradossalmente sono proprio loro a fare da emòstasi, impedendo l'emorragia. Nessuna mediazione, non vanno se non insieme a chi ne raccoglie per intero la gioia e il dolore. Grazie Daniela.

il 15/05/2021 alle 16:29

Come tu citi per non perdere l'equilibrio,forse avremmo bisogno di un trasformatore che attenui il dolore ma che elevi le gioie ,per chi ancora vive nella profondita' dei due Mondi che fanno parte sempre di un Mondo unico che io chiamo umile Esistenza oppure transito in Vita,Un Saluto

il 17/05/2021 alle 11:19

Forse avremmo bisogno di quel trasformatore Gpaolocci, capace di mutare il pensiero fisso che ci riempie l'anima in parole liberatorie, inviate a quei due mondi che, come bene hai inteso, sono unicità. Comunque sia Esistiamo in vita e loro in noi, dobbiamo farcelo bastare. Un grazie e un saluto.

il 18/05/2021 alle 14:16

Non va via, il suo percorso è un percorso determinato, , drammatico, un procedere con alti e bassi in una direzione chiara, un andare verso il proprio io.Molto amara questa tua. Quel che conta, credo, è come si porta, si sopporta il dolore, perchè se si riesce a mantenere intatto almeno un pezzetto della nostra anima, sarà sicuramente meno crudele. Saluti.

il 18/05/2021 alle 22:30

Hai ragione Ninetta, bisogna mantenere nel nostro animo la capacità di godere dei singoli momenti di bellezza che ci vengono concessi e, se non avviene per caso, cercarli e farli propri orientandoci nel cammino. La via giusta c'è di sicuro, quel che è difficile resta trovare l'auto determinazione... Ma ci proviamo. Grazie per il tuo passaggio.

il 19/05/2021 alle 16:58

Be' "l'auto determinazione" è un modello su cui qualche casa automobilistica credo stia lavorando... Chiedo venia e correggo in autodeterminazione.

il 19/05/2021 alle 17:13

Complimenti, la poesia è molto bella. Sembra leggervi una assenza presenza che permane.

il 24/06/2021 alle 18:32

Leggi bene, Ornella. Che permane... e trovandone la giusta dimensione interiore dà un senso di quiete alla vita. Grazie per il passaggio.

il 24/06/2021 alle 22:09