Pubblicata il 08/04/2021
A spillo contrae
fragile gemma
il nervo d’essenza
esposto movenza
di scisso fatale
che il tempo ritrae
ad esser brutale
con la sua flemma
ove tutto sottrae.
Arpa s’infiora solenne
petalo silenzioso
assolo colui che invoca
vena di cava mestizia
là dove l’io livido innesta.
Ostia tentenna
limine sotto bordo
il nudo affetto ch’osa
stillar eco e voluttà al gorgo
inarcatosi bocca fiumana.
Tutto quello che c’era
ora sembra dissolto.
Lieve il movente
innesta memento
sul lombo reliquia
ad anima esigua.
Allenta, sgomenta
il grido che danza
l’immerso fomento
d’antro proteso
al sacro conteso
nell’altrui silenzio.
Albeggia iride
su l’umana piaggia
invoca, condona
liturgia arcana.
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Unica! Stile notevole, coi tuoi incastri bellissimi

il 09/04/2021 alle 14:05

Non è vero! Siamo tutti unici! I miei incastri sono esercizi retorici e pomposi! Tu sei molto gentile! Grazie!

il 10/04/2021 alle 01:22

Mi ispira leggerla ad alta voce quasi fosse un canto. Buona serata.

il 10/04/2021 alle 17:35