Pubblicata il 07/04/2021
Guarda figliuol quante stelle 'n celo,
dame di compagnia a selene regina, di disio portator
e speme, emozioni che vengon da noi mortali

per rimembrar che siamo foglie al vento,
fragili e succubi del tormento, e di felicitate
avvulse. Per brillar perpetue su la coscenza nostra

e non sempre pia che 'l fato avversa e l'homo seduce
e ai fiorin conduce, farina di malaffare che diavolo ostenta
e semina nel cor inviso a l' amore e a la fratellanza

e caritate che piange. Sorelle d' amor le stelle
che nella notte buia l' alma sconsolata consolano,
fera notte de' sogni amante con le stelle di cer che giammai

si consuma, de' desideri complice e omertosa amica.
figliuol or dunque, non temer della gente superbia,
rabbia che stringe 'l cor, non temer errabondi fantasmi

e ombre minacciose sghignazzanti nel chiar di Luna,
protegge 'l cor gentile da l' oblio, e nel sorris' ostenta
de l' infinito eterno amor, grazia divina, oceano di stelle

che risacca, e su spiagge bianche riversa e luce indora
de lo spirito di Dio gran benevolenza e accoglienza
invisa al dolor che, ramengo fugge inseguito dal mattino.
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