Pubblicata il 28/03/2021
La mia Musa ha il colore d'una morte
prematura. È tenero il tremolio che
le sue mani esercitano sulle corde tese
che tengo segregate fra le mie gole.

la mia voce risuona come viola ebbra
fra le maree, in questi scogli neri.
o amore, o pianto! Sei musicista dei
miei malori e delle mie ossessioni.

hai il cuore imbottito di larve, Musa?
i folletti profetizzarono la sua collisione.
il putridume che ricopre le tue lacrime
è motore del tuo battito, malato.

o Musa! O mio immenso amore! Che
con la tua chioma fulva insegui
le orme del Sole, e ti struggi sui miei
occhi curiosi di rima, di piaghe!

la mia Musa ha il colore d'un amore
irreparabile. È sempre notte
quando fra queste antiche stanza
s'espande il tremore dei tuoi lamenti.

ed io, per la mia Musa, sono solo
servo dei suoi giorni senza vento.
parole a vuoto per riempire i bisogni
di un amore inconfessato; è bella!

la mia Musa mi cerca fra i campi,
coi suoi abiti di zaffiro verde e blu.
ed io mi rintano dietro agli arbusti
vigorosi, per raccogliere parole

d'inumano fervore. O mio colore!
piango lacrime carmini, il mio ventre
è un muto eremita, le mie labbra
metalli ossidati che non specchiano

più il lume delle tue parole silenti.
il suono è una tua invenzione, o Musa?
ogni cenno a te è rivolto, fugace
ombra, o farmaco dei miei malanni!

poi il giorno torna a rischiarare vivace
i contorni delle ombre oniriche,
e tu, sei di nuovo girasole di campi
abbandonati, tu resti, meschino.

il Sole illumina il tuo viso e la fulva
chioma che ti accoglie i pensieri.
ti cerco, fra i campi sfolgoranti, riflessi
diurni, o mia bellissima Musa!

ti cerco e ti trovo fra mille statue
floreali, ti nascondi sotto alle tue copie
sgraziate. Ti canterò i miei versetti
di cui sei Musa e primo attore, amore!

"Al mio girasole più bello, vizio fulvo
per anello. Ti porto accanto ad ogni
altro amore, perché tu sei la sola che
avrò sempre nel cuore! O fulvo girasole."

e tu muta stai, ad osservar i campi
in cui muti ogni giorno in fiore smorto.
non odi più le mie parole? O amore?
ogni giorno in cui il Sole fa da comparsa.

poi riapro gli occhi, fra le maschere che
il Sole plasma con i suoi raggi stordenti.
e tu muta più non sei, o morta mia
beltà! Tu urli di inferno adulatore!

perché il tuo viso è imbrattato di larve
e letame. Tu sei lupa, a deridermi,
a masticarmi! Ma guardati, o mio eterno
calore! Da te nascono le parole

più scellerate! Da te nasce il mio dolore.
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