Pubblicata il 23/03/2021
Le sere lunghe e grigie dell’inverno,
nelle mura di casa al focolare,
la tele e le notizie sul governo,
la cena calda pronta da mangiare.

Nel mentre fuori viene giù l’inferno,
scrosci di pioggia e lampi ad abbagliare
solerte scrivo versi su un quaderno,
tristi poesie con rime da incastrare.

E il fuoco ora s’è spento, arde la brace
dove bruciacchian due castagne cotte,
chiudendo gli occhi cerco un po’ di pace,

le stanche membra e l’ossa sembran rotte,
in sottofondo il nulla e tutto tace,
col nero ormai imperante nella notte.
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Adoro il camino... starei ore a fissarlo

il 24/03/2021 alle 08:49

Pure io la fiamma ipnotizza; ciao 373.0 grazie per la visita.(•‿•)

il 24/03/2021 alle 10:00

E' una poesia che crea un'atmosfera, leggermente malinconica, nel complesso ben costruita. L'unica parola che mi sembra stridere è "bruciacchian".

il 24/03/2021 alle 12:10

Ciao Vincent grazie per il commento; buona serata.

il 24/03/2021 alle 14:34

complimenti, mi piace la cura della metrica , ormai in giro gli scrittori di sonetti sono sempre di meno, fa sempre piacere vedere che non ci siamo del tutto estinti

il 29/03/2021 alle 16:13

Ciao rStorm grazie del commento.

il 30/03/2021 alle 11:29