Pubblicata il 22/02/2021
Un azzurro giorno d'Inverno,
dalle lastre del profondo pontile
sulle torbide acque del mare di Roma,
una sporca bottiglia
di slancio scagliò un vecchio scempiato,

gli uccelli marini invocando,
naufrago e farneticante fra la folla,
mentre si distanziava la gente perplessa,
fra i flutti spariva il vetro verdastro,
il segreto di Pulcinella sigillante,
verso Sud dalle correnti sospinto,

e, di spiaggia in spiaggia,
sino al mare aperto e oltre,
dei sapienti e benevoli volatili
il passaparola, acuto e vigilante,
il vento squarciava.

Qualche notte dopo,
costui, nel sonno di pietra
dall'urlo del gabbiano atterrito,
il sogno con la veglia confondendo,

da surreali case sugli scogli
il proprio natante messaggio
nell'acque cristalline fra Scilla e Cariddi
come oro scorse brillare,

un attimo prima che
la Signora della Primavera
sulla propria magica tela
dai colori brillanti più del vero
con un gesto lo trasferisse,

alle fauci di piccoli squali frustrati,
appena molesti,
miracolosamente sottraendolo.

P.S. : per chi lo desiderasse posso inviare sull'e-mail personale versione sonora di questa e altre mie poesie, da me stesso recitate (si prega eventualmente di lasciare messaggio privato su questo stesso Portale o sull'e-mail aldo.poetastro65@libero.it).
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Un viaggio rocambolesco ed un contesto che sembra uscito da una fiaba. Molto, molto bella.

il 22/02/2021 alle 17:54

Grazie Genziana, i tuoi commenti sono sempre speciali.

il 22/02/2021 alle 23:02