Pubblicata il 21/02/2021
C' è un senso velato di non so che,
che prende portando via la leggerezza,

la voglia di creare ed essere felice,
il sorriso che si disperde dentro

fino a nascondersi fra le nuvole
per non essere riconosciuto dalle lacrime

che vorrebbero cadere
ma imprigionate dalla vergogna

restano nella gola che si gonfia,
il classico groppo che fa stare male,

e negli occhi che bruciano e si arrossano
per lo sforzo immane del trattenere

che si trasforma in rabbia,
voglia di prendere a calci

questo Mondo stolto pieno di se
dove l' arroganza e la corruzione

nidificano su alberi secchi che più
non possono vedere la Primavera,

ormai morti e sepolti
in cimiteri di desolazione

dove la speranza è crisalide vuota
e inganno della falsa compassione

che promette giorni pieni di sole
e fratellanza fra la gente,

aiuto sociale e rispetto
regolarmente disillusi dai fatti.
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Un testo, il tuo, che fa riflettere sul terribile momento che stiamo vivendo. Un saluto.

il 22/02/2021 alle 08:21