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Utente eliminato
Pubblicata il 03/02/2021
Nelle corde
che si intrecciano
per la goccia
il taglio
l’attrito
dietro l’unica figura:
congegni ad angolo
svelti ad afferrare.
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Lampo leonardesco di macchine spirituali dove i lacci possono anche essere virtuali. (Bello il commento di E.S.)

il 03/02/2021 alle 18:20

Dopo la raffinata poesia e il commento ancora più raffinato (e.s.) che rimane da dire?

il 03/02/2021 alle 18:34

Io sono una donna pratica , nei congegni ad angolo vedo delle forbici...forse qualcuno si è procurato una ferita da taglio che poi ha dovuto medicare. Spero che ogni tanto ci dia un indizio altrimenti povere meningi...saluti cari.

il 03/02/2021 alle 23:34

Ci sono le corde (che nel titolo sono i lacci).l'unica figura (la preda). In questi versi c'è violenza, inganno, tradimento, macchinosità.

il 04/02/2021 alle 07:05

Sincronizzata nell'intento! Saluti cari, Rav!

il 06/02/2021 alle 13:35

brava ravachol

il 09/02/2021 alle 22:36

Nell’ intrecciarsi delle corde c’è la manifestazione della metafora della Vita intesa, appunto, come un ingarbugliamento del quale l’ Autore ne elenca alcuni...intesi anche questi come sottili metafore delle esperienze che si creano a contatto con gli esseri umani...la goccia è certamente espressione di un accostamento profondo che sfuma in quelle gocce di intimità che soltanto nel Piacere di dannunziana memoria possiamo trovarne gli antefatti...altrimenti quel taglio così nettamente enunciato è propriamente la rottura netta e definitiva verso interlocutori dei quali l’ interesse è assolutamente esente...un po’ più sfumato il contesto dell’ attrito...lasciando ai cultori della scienza meccanica la specificazione della resistenza tra i vari tipi di materiali l’ attrito, in una allocuzione letteraria, potremmo definirlo come un contrasto tra umani su argomenti non ben accetti da tutti...però questi “attriti” non è detto che debbano rimanere tali...con il ragionamento e la buona volontà possono essere superati pervenendo così a quella pace che dovrebbe essere la massima aspirazione dei poveri mortali…; incombe sugli affanni quotidiani quella figura unica, perentoria, perfetta che allude, ovviamente, ad una ieratica figura divina, ad un deus che sovrasta sui movimenti e sui pensieri dell’ umanità tutta...Egli sa tutto perché non esita ad usare altrettanti congegni perfetti prontissimi ad afferrare qualsivoglia intenzioni anche le più sospette di noi poveri mortali…; il Poeta non lascia trapelare una possibile risoluzione anche perché la battaglia contro l’ Unica Figura sarebbe oltremodo indaginosa se non impossibile…; anch’io mi associo in questa ipotesi…; un plauso al fine Poeta dicitore...

il 19/02/2021 alle 15:44

Mi sovviene nitida l'immagine e la sensazione così reale di un sogno che facevo spesso da ragazza, un incubo a dire il vero… Un patibolo, lacci che stringono polsi, una corda che soffoca e quel che resta dell'anima scivola via in una lacrima. Era tutto esattamente così. Soffocante e terribilmente poetico :)

il 23/02/2021 alle 22:30