Pubblicata il 14/01/2021
I primi mesi furono belli. Non avevo mai avuto nemmeno un cactus da curare e ogni mattina per la contentezza facevo il giro della casa manco fosse il giardino della reggia di Caserta. Per me lo era.
I pochi bimbi del vicinato litigavano tra loro su chi avesse visto per primo i miei due figli, per avere l'esclusiva del gioco: essendo una zona poco abitata, non gli pareva vero che finalmente fosse arrivata una famigliola nuova.
Di contro, quando mio figlio scoprì che poco distante c'era un campetto, provò ad inserirsi ma venne malamente allontanato da un coetaneo che giocava a fare il bulletto e considerava, quella zona, il suo territorio. Quando un giorno mio figlio fu pure spintonato e fatto cadere a terra, decise di mettere in pratica quello che gli avevo sempre insegnato: difendersi.
Il pomeriggio dopo a citofonare non fu mio figlio ma l'altro: si teneva un ginocchio e, piagnucolando, mi riferì che mio figlio gli aveva sferrato un calcio. E te lo tieni, risposi io, il bullo vallo a fare a casa tua.
Dal giorno dopo divennero grandi amici e compagni di squadra e lo sono ancora adesso che sono uomini. La vita è così: c'è chi allaccia grandi amicizie salutandosi, chi azzoppandosi a vicenda. L'importante è che durino.
Anche mia figlia capì presto che, per farsi rispettare, serviva reagire. Dopo aver sopportato per giorni e giorni un compagno di classe che si divertiva a tirarle le trecce ed una maestra che non si degnava di prestarle ascolto, decise di agire di conseguenza: attese l'ennesimo sopruso e quando l'ebbe abbastanza vicino, lo afferrò dal cozzetto e con la forza di un solo braccio gli tenne la testa sotto il banco per un po' di secondi. La maestra accorse e da allora lui non tirò più le trecce a nessuna e lei fece quello che avrebbe dovuto fare anche prima: la maestra.
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Un racconto caparbio come le azioni svolte per ottenere giustizia, pace e amicizia! Applausi

il 14/01/2021 alle 16:59

Il bullismo si annida ovunque, non è mai da sottovalutare. A quando la terza parte?

il 15/01/2021 alle 08:28

Grazie sir morris. Serve educare ad essere forti, a sapersela cavare anche quando c'è l'appoggio perché sennò quando non lo avranno più si sentiranno persi. Domattina la terza Vincent, ne avrei talmente tante :)

il 15/01/2021 alle 09:40