Pubblicata il 13/01/2021
Negli orrori imprecisi
che tengo tra le braccia
e cullo come neonati
si dipana il filo sottile
eppure indistruttibile
della noncuranza,
di me, per me.
come se nulla
avesse importanza,
il mio buonismo frustrato,
il mio ottimismo andato a male,
ad un passo dal precipizio
barcollo ma non cado.
un salto nel vuoto
mi farebbe respirare,
ma sto aggrappata al mio dolore
così costante e familiare.
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Visceralmente bella. Anche il dolore può diventare familiare quando arriva all'apice e se ne riconosce ormai, a pelle, l'alito.

il 13/01/2021 alle 07:44

molto piaciuta questa confessione così diretta, senza veli

il 13/01/2021 alle 08:58