Pubblicata il 02/01/2021
Klein faccia di vetro
manichino macellaio che munge coriandoli

tre.
aria di festa
l’ariete manomette due denti
così la felicità
sarà confondibile
nella Mano noir di calvizie moldave

l’acquario molleggia sulla mensola
loop di infarti
caviglie marcite
quanti chilometri
dalla guancia allo stupore!

un palloncino trattiene il fiato prima di partire.
le tue mani come aragoste
mi inseguono
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...sei unica...TVB...

il 02/01/2021 alle 22:54

Nei tuoi versi ricorrono distanze incolmabili, cose celate e mostruose che rincorrono Cappuccetti Rossi, sentimenti confusi e sconcertanti, fughe immaginarie. Per quanto riguarda Klein faccia di vetro, nel web ho trovato "la bottiglia di Klein" (in matematica è una superficie non-orientabile).

il 03/01/2021 alle 07:14

Grazie rom, anche tu!

il 03/01/2021 alle 10:18

Grazie vince, mi sembra molto verosimile quello che dici

il 03/01/2021 alle 10:18

Testo fluido e musicale le parole si fondono perfettamente; mi pare che l'autrice giochi a carte coperte invitando il lettore ad esplorare e questo mi piace parecchio.

il 03/01/2021 alle 11:36

Certo. La poesia é sempre un gioco a carte coperte. Grazie del passaggio!

il 03/01/2021 alle 11:43

Ma che ti sei fumato?...Scherzi a parte non riesco a fare un commento organico se non dire che "quei chilometri dalla guancia allo stupore" è puro spettacolo mentale e la strofa finale poi che mi fa morire col palloncino animato e quelle mani-aragoste che ti inseguono da film horror, in sintesi: psichedelica

il 03/01/2021 alle 14:24

Ahahah grazie art!

il 03/01/2021 alle 15:10

E’ l’habitat mentale del lettore (il mio almeno), che i tuoi testi stipano di immagini a sbalzo tra il reale e l’irreale, in un gioco lessicale di un’asciuttezza tremenda. Il sostrato evocativo di stati d’animo delle umane condizioni, è palpabile se appena ci si sofferma sulle dinamiche che animano cose e soggetti richiamati nel testo; a cominciare dal Klein, manichino macellaio con faccia di vetro (qui la potenza espressiva è impressionante quanto inimaginabile, né riconducibile a scenario alcuno della realtà, ma semmai figlio di una visionarietà, trait d’union tra fantasia e realtà), che connota l’ “essere “ , appunto, vitreo, fragile ma non scalfibile, che è quanto dire, o peggio, l’accostamento con l’impermeabilità ad ogni sorta di subbuglio proveniente dall’esterno. E che dire del vigoroso ariete (che “picchia la sua testa maschia” ): si prende la briga di manomettere due denti (la figura dello sdentato di per sé è emblematica di una condizione di disagio, specie sul piano estetico), per far cosa?: con-fondere la felicità nel noir della Mano (da non trascurare il maiuscolo in significazione di agente imprescindibile e assoluto). L’acquario e, poi, il palloncino col fiato sospeso, sono la formidabile sintesi dell’affano nella rincorsa a coprire distanze irrangiungibili (mete che, come gli orizzonti, quando appaiono a portata di mano, sempre più si riallontanano), agognate dall’uomo nella disperata ricerca del “sé” e della sua propria ragione d’essere e d’esistere. E’ questo sperimentalismo, futurismo? Non lo so. Qualsiasi cosa sia, è una suspense che scuote l’emotività. E’ quanto basta per farmi dire, senza mezzi termini, che è Poesia adulta! CIAO.

il 03/01/2021 alle 15:50

C'è veramente tanta roba, ma mi trovo accalappiato a quel "loop" , che trasporta altrove. Auguri ciao.

il 03/01/2021 alle 15:53

mi sembra più che dettagliata e oltremodo esaustiva l'analisi condotta da guja... inutile, presumo, aggiungere altro, se non qualche irruzione fulminea anche nelle dimensioni più grottesche e affabulatorie della condizione umana...

il 03/01/2021 alle 16:09

mi viene sempre in mente quell'intervista di Ungaretti in cui diceva che la poesia non deve essere di immediata comprensione o quantomeno ci debba essere tanto di chi legge per arrivare a carpirla un po'. sono sicuramente opinioni, l'ermetismo è qualcosa di semplice e al tempo stesso ricercato. Io credo che esporre se stessi attraverso l'incomprensibile che abbiamo dentro, faccia sì che qualcosa di comprensibile ne scaturisca. e queste vostre parole mi fanno davvero pensare di poter lasciare andare senza tante paure anche le cose che mi sembrano meno chiare. è bello pensare di poterle illuminare anche grazie al vostro occhio.

il 03/01/2021 alle 17:47

Il commento di guija, in particolare, mi è stato di estremo aiuto per comprenderla, avevo colto solo quella bellissima metafora del palloncino. Penso che questo tipo di scrittura sia paragonabile a chi dipinge e non si lascia imprigionare dalle misure della tela, tanto è grande ciò che vuole imprimere ( mi è venuto da fare questo esempio perché ogni tanto dipingo). Un poeta che sa uscire dagli schemi può arrivare a qualsiasi profondità e mi verrebbe da pensare che la parola ermetismo sia stata formulata solo per l'impatto iniziale di chi legge che per chi scrive, poiché quest'ultimo ha, semmai, svolto dentro di sé il processo inverso. Ossia, esprimersi senza porsi alcun limite. E per farlo, immagino che serva una maturità artistica notevole, certamente non comune, ammirevole. La stessa che ho trovato in ravachol, in ancientdreams, in alias.

il 04/01/2021 alle 07:46

Grazie genziana!

il 04/01/2021 alle 18:53

incredibile mi ritrovo in un quadro di Picasso...

il 21/01/2021 alle 06:03

Mi riporti indietro di 10, 12 anni, sento in te la voglia di ricominciare. Vecchio e nuovo che si uniscono. Sono contento tu sia qui. Bella poesia, bel ritmo. Stupiscimi di nuovo :)

il 21/01/2021 alle 20:06

Le tue poesie come sempre necessitano di svariate letture per farmi un’idea della tua proposta.E questa è una tua grande virtù

il 23/01/2021 alle 13:36