Pubblicata il 30/12/2020
Ho visto "L'uomo senza sonno" un mediocre thriller del 2004, interpretato dall'attore britannico Christian Bale. Per l'occasione l'attore in questione è dimagrito di trenta chili, mettendo in serio pericolo la sua salute (metodo Stanislavskji): per settimane e settimane ha mangiato solo una mela e una scatoletta di tonno al giorno. Nel film, il suo aspetto è terrificante, non mi piace affatto (per dare l'idea di un uomo che non dorme da un anno). Ha anche vinto dei premi per la sua interpretazione.

io penso sia sbagliatissima una cosa del genere che si discosta anni luce dal modo di fare arte e anche dalle trasformazioni dell'immenso Robert De Niro. Alla fine della visione, quel che resta è un senso di rabbia, in tutta la pellicola si percepisce soltanto il senso di sofferenza provato dall'attore per questo stupido sacrificio, un digiuno insensato e allucinante per interpretare un insipido ruolo di un insipido film.

allora la domanda è: fino a dove ci si può spingere senza risultare patetici e artificiali anche a costo di rischiare la vita? In qualunque ambito, è importante riuscire a visualizzare una linea di confine che ci possa restituire una dignità, quella del rispetto verso i valori più autentici.
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