Pubblicata il 29/11/2020
E tu,
tu che rastrelli tempo
alle zizzanie ;
tu che spigoli battiti
dove fu strappato
un cuore .

tu che hai lasciato
il possesso dei lumi
alle parole dei petali,
tu che non temi
le cuspidi del limo
e ne fai creta arresa
al bacio.

tu,
tu che non sai indicarmi
il cassetto dei tuoi ori,
tu che a memoria conosci
il nome degli assenti
ma dei tuoi astri
se ne cibano gli universi.

tu che non sai nemmeno
d'esser umile, tu,
tu muori all'ovvio ad ogni istante
e mentre nasci ancora
e ancora , e infinite volte,
tu sei l'amore, e qui,
e ci si parla e ascolta,
e tutto scintilla,
è un si.
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quello che mi colpisce in questa poesia, oltre alla bellezza e all'armonia delle parole con la seconda strofa su tutte, è l'aspetto religioso e quasi mistico del messaggio, quasi una lezione sul vero significato della parola umiltà. Bella

il 29/11/2020 alle 20:32

" tu che hai lasciato il possesso dei lumi alle parole dei petali" Basterebbero queste tre righe per nobilitare qualsiasi testo. Mi complimento con te per come esprimi finemente il tuo pensiero. Credo ci sia molto da imparare a leggerti.

il 29/11/2020 alle 20:54

Grazie a voi . Apprezzo la vostra sincera partecipazione; a cominciare dal fatto che vi fate portare per mano dalla poesia. E non è per niente scontato. Buona serata

il 29/11/2020 alle 21:43

Un ampio respiro, una voce piena, la poesia nel suo porgersi emozionante. Passeggiare fra i tuoi versi non è vano. Anche i miei complimenti per i tuoi scritti e, in questo caso, per la tua valutazione "farsi portare per mano" da una compagna che dona nobili e intensi momenti.

il 30/11/2020 alle 08:03

E' preziosa l'umiltà, come questa poesia.

il 30/11/2020 alle 13:33