Pubblicata il 22/11/2020
Se donassero tempo prezioso ai miei pensieri
e non pronunciassero sentenze pari a mille colpe,
domanderei silenzi, stanze vuote di ieri
e cieli da dipingere a parole sorde.

se mi mettessero sopra il più alto monte
e non sentissero il bisogno di tirar dei sassi,
giudicherei la causa di questa unica fonte
d'aver come difesa un sorriso storto a valutarsi.

io che egoisticamente cercai l'applauso del mondo intero
mi accorsi troppo tardi di avere il talento di uno zero.
che conta i minuti, tutti un po' più lunghi e stanchi
e copre corse brevi dentro prati grandi.

io pittore senza tela, menestrello di paese
quante cose vorrei essere senza false pretese.
istruttore di aeroplani, perla in fondo al mare.
playboy anni novanta, lavoratore instancabile di fare.

io, egoisticamente, cercai l'assenso onesto e veritiero
del tuo occhio selvaggio, del mio passo inquieto e nero.
mi vedessero giudice attento, penoso imputato
colpirmi con martelli di gomma, fiore di plastica innaffiato.

se da bambino piansi le mie gioie amare
non rendendomi conto di com'era bello il mare,
da adulto ho cercato di vestirmi e provare
tuffandomi di schiena e con la testa a girare.
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