Pubblicata il 17/11/2020
Camminavo sulla spiaggia brumosa
nel primo mattino, nel silenzio assoluto,
solo il canto lieve delle onde di maretta
in metamorfosi di bonaccia e la solitudine
mi facevano compagnia.
Sulla battigia alcuni gabbiani dispettosi
erano intenti a far discorso, e razzolar
fra le conchiglie adagiate dal mar sulla sabbia
nel giorno ancor cupo ove il biancor dell' aurora
era preso da l' ombre della notte
nell' aria di sale greve di mistero e speranza.

L' aria ancor freddina a causa dell' umidità,
stuzzicava i miei pensieri, intanto nella nebbia
comparve la luce diffusa di alcune lanterne
che davano occhi di luce ai pescherecci, diretti
al vicino porto, per rifornir le bancarelle sul molo
di pesce fresco e allegria genuina, canti di letizia
segno di un buon raccolto nella notte feconda.

Attendeva il mare, or di bonaccia
il risveglio del sole per dissipar bruma invadente
e ridondar sorriso al cielo purificato d' Autunno.

Fuggirono i gabbiani nel moto del mio lento camminare
a pregustar l' azzurro immanente di un orizzonte limpido,
e nello scivolar lento delle onde, lento delle onde,
che spumeggiando cancellavan l' orme
del mio inceder greve.
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