Pubblicata il 25/10/2020
al rintocco sul vespro
rispondevano muggiti
dalle stalle

non preghiere ma fieno

poi alla chiesetta del villaggio
andavano quattro vecchie
sgranando solito rosario
in fila di nero

nostra madre continuava
curva al letame
con stivali sporchi
per una vita di merda

mentre la sera per noi
bambini a correre sull’aia
saliva con le vacche
dalla campagna

al giogo
i nostri padri
d’una fatica antica

come d’un signore la croce
sopra ogni letto di paglia
così del padrone
stesso marchio alle sponde
dei carri

sopra c’eri tu
con un sorriso
che ricordo ancora

in viso accesa
la primavera

negli occhi
a spalancare fiori

treccine bionde
sulle labbra
il verso d’amore
che non conoscevo

e chiamando questa sera
la campana
faccio il segno
senza sapere

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Immagini e nostalgie di un tempo lontano ma presente nei ricordi quando ci si senti soli.Come tutte le tue poesie si rivive una vita che è cambiata e che non ritorna.Oggi per dimenticare questi venti giorni, nei quali il "protagonista" di questi tempi ha deciso di farmi visita(e ti pareva che non mi capitasse anche questo)e anche il giorno del compleanno che non festeggerò mai piu',voglio tornare al lontano passato,con la poesia.Ancora una volta però me la sono cavata.Ciaooo

il 06/11/2020 alle 16:20

mentre cara amica tu stai tornando indietro sottobraccio alla mia compo, e resisti cavandotela , io non resisto più qui e ho deciso di andarmene...mi dispiace solo lasciare un'amica come te così profonda e dalla testolina così complicata :-)))))...vabbè è la vita, lasciarsi o ritrovarsi, partire e tornare, ma io sono già tornato a ottobre dell'anno scorso, e ampiamente strarotto dell'andazzo qui, chiudendo la porta , urlo, non perchè me sò acciaccato le dita alla fantozzi, urlo dicevo "la luceeeeeeeeeeeee..." , cioè l'ultimo spenga insomma...a parte gli scherzi, sono triste, e questa poi che avevo scritto, ci tenevo tanto, ma è passata in sott'ordine a causa della pandemica e diluviante prosopopea diarroica di un pazzo circense da mediaset, un mezzo gay che scrive in facciata come mezzobusto da siparietti all'ambra juvinelli, l'amico estetico insomma, che credendosi il divino, togli il di e te rimane una ubriacatura d'avanspettacolo, già il genny la dice tutta...cmq dicevo che prima un nautopatico del mare e poi un altro a sparare a mitraglia, m'hanno tolto la voglia di pubblicare, e il mio non è un diniego alla ritiramose sull'aventino, è solo voltastomaco nel vedere come siti che si definiscono di poesia, risultino solo una raccolta indifferenziata di òpattume, monnezza...a te amica mia va il mio più caro e affettuoso saluto, una stretta di mano, e tutta la mia simpatia, anche l'aver letto le tue composizioni conserverò come un piacere intimo e invasivo, m'hai rovinatooo la vitaaaaaaaaaa :-))))))))))))))))...eccerto che mi mancheranno le risate insieme, ciao bella joiaaaaaaaaaaa, un bacione, vir

il 06/11/2020 alle 19:04