Pubblicata il 20/10/2020
L'altro giorno, sono salito sull'altalena del parco vicino casa mia.
e' una vecchia altalena dove tutti i bambini della zona, e pure dei paesi vicini, si sono seduti almeno una volta. Il colore rosso dipinto sul legno della seduta era ormai smunto e irriconoscibile. Da troppo tempo esposto alle intemperie stagionali. E le due pesanti catene che reggevano quel pezzo di legno avevano macchie di ruggine su tutto il corpo. Anch'esse dovute a malattie di stagione. Il tutto era sorretto da pesanti travi di legno massiccio, che, all'apparenza, parevano le uniche sopravvissute alle guerre meteorologiche.
dopo i primi tentennamenti, ho cominciato a prendere il giusto ritmo, con passione e impeto.
e mentre il mio corpo ondeggiava in balia di un venticello lieve, il mio pensiero si lasciava trasportare dai ricordi legati alla mia infanzia:
coriandoli colorati che svolazzavano nell'aria e planavano, contenti, sull'asfalto;
risate a crepapelle, esplose per battute sciocche, scherzi innocenti, o solo per sincera, spontanea amicizia;
i giochi, sempre uguali, sempre nuovi, dove la mente andava in vacanza e si apriva il cuore;
le corse a perdifiato lungo le rive del fiume, le confessioni fatte all'amico e in seguito, molto più in là, alla mia "morosa";
gli odori del muschio e del mare, che ho apprezzato da allora;
il respiro della vita presa così come veniva. Un destino non ancora scoperto e i peccati, candidi come neve, sciolti al sole.
mentre il corpo ondeggiava, la mia testa rifletteva su queste considerazioni. La mia malinconia, che per colpa dei ricordi era affiorata in superficie, così come la gioia. La felicità di esistere. Come quell'altalena, le emozioni si alternavano ondeggiando nello spazio di una vita. Con gentilezza, davano il passo vicendevolmente. Entrambe, col tempo, logore e avvezze alle numerose prove del destino, ma mai, mai dome. Negli anni avevano assunto nomi e proporzioni diverse. Si erano confuse ed erano state mischiate come carte da gioco, mescolate e distribuite da una mano che toccava il cuore e lo spirito. E in questo andirivieni di tormenti emozionali io ero invecchiato. Forse maturato, chi lo sa? Sicuramente conscio dei miei limiti.
intanto, su quell'altalena, le gambe e il corpo tutto mi spingevano verso la punta del cielo.
un cielo che osserva il mondo.
paziente e immenso come la vita stessa, immersa nel suo senso.
il senso della vita.
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