Pubblicata il 18/10/2020
La tua voce s’è arrochita
e adesso il tuo viso
mi è soltanto estraneo.

ti avverto lontano, e
i tuoi suoni si distaccano
dai miei ricordi fiacchi.

i miei orecchi sono remoti,
da silente ombra
che osserva e sparisce.

chissà se anche i tuoi di
ricordi riemergono.

i miei lineamenti appioppano
ai tuoi da piccolo uomo,
e svaniscono le memorie

d’anni ingenui e male usati,
gemo, separati, esclusi
da una stessa carne.

chissà se i silenzi scoprono
in te, percussioni simili.
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