Pubblicata il 17/10/2020
Le donne di Tagore
hanno caviglie leggere
e un tremito fugace
nelle pupille cerbiatte.

le donne di Tagore si cingono i fianchi
con fiori di mango e di ibisco
e adornano i loro lobi rosati
con la luce di fuggenti mattini.

camminano lungo i sentieri
con le palpebre socchiuse
celando il loro cristallino
più nero delle nubi in tempesta.

non lasciano mai il loro mantello
sulle rive di fiumi sconosciuti,
o il loro velo ai bordi della notte misteriosa.

camminano come sospese,
facendo tintinnare i loro monili,
ma non fanno troppo caso
alla rosa che si schiude sopra il seno.

sono avvezze alla luce della lampada,
riparano il loro incarnato d’avorio
dal sole dei meriggi.

ma, alla fine del giorno
non hanno vergogna a mostrare
l’incantato giardino
al loro giardiniere
che gentilmente
l’uscio bramato sospinge
con nocche di dita leggere…
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Nella mia lunga vita ho conosciuto solo una donna come le donne da te descritte. Che meraviglia. Ciao.

il 17/10/2020 alle 20:49

Molto espressiva e raggiante

il 18/10/2020 alle 09:52

Mitri sarà certamente la tua signora. Ciao

il 23/10/2020 alle 13:34

Raggiante /radiosa, Giorgio, grazie amico.

il 23/10/2020 alle 13:34

Bel testo espressivo , visivo . chiusura elegante

il 29/10/2020 alle 15:58

Oh grazie Sylvio per avermi letta e commentata con belle parole.

il 29/10/2020 alle 16:08