Pubblicata il 12/10/2020
Sono l'irritante puntura di zanzara
che succhia sangue per nutrire vita breve.
sono il Santo a cui non hai mai rivolto una preghiera
il cui nome appare sul tuo libretto nuziale.
sono l'identità distratta di chi si è perso in una bottiglia
che scompare allo sguardo orizzontale di stupore.
sono la leggerezza di un pensiero prepotente
che vuole raccontarsi a tutti, anche a chi non ha spazio nel dolore.
sono il laccio delle scarpe che si libera dal nodo
che involontariamente al piede l'aveva legato.
sono l'orgoglio che freme per ogni istante raggiunto
e aspetta l'anima per mostrare il suo significato.
sono la vernice fresca che copre delle case le pareti
e mentre asciuga pensa quanto siano trasparenti i vetri.
sono l'essenza della mia esistenza
che ha lucidato il proprio universo dal di dentro
e per un ingenuo istinto di appartenenza
ogni tanto esce a fare due passi in centro.
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