Rox
Pubblicata il 07/10/2020
La mia dimora è una tomba
senza luce né sorrisi infantili
le finestre fredde guardano a nord
la porta è solida lastra bianca
e la mia gioia non può entrarvi.
l’odore dei libri ammucchiati
-ingialliti- ricopre l’acqua di rose
il letto immobile non palpita più:
dileguato è il ricordo d’affetti giocosi
e il mio amore non trova riparo.
le parole materne perdono vita
si sente solo di là un vociare
- quasi estraneo- coperto da note
confuse di un pianoforte.
e i canti notturni sono sogni lontani.
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C'è spessore e sentimento. Mi è piaciuta.

il 07/10/2020 alle 20:45
Rox

Grazie!

il 08/10/2020 alle 14:48

Caro Rox ho letto con molto interesse le tue poesie, mi devi scusare per quelle in francese che non capisco non avendolo studiato nemmeno a livello scolastico, ma mi piace molto come scrivi, bellissime le brevi, concise e molto riflessive, ma ho una leggera preferenza per quelle che hai scritto come questa, che ho preso come esempio, la trovo molto profonda e bella nella lettura, così come le altre più elaborate, ma è solo il mio punto di vista, bravissimo, un grande saluto e alle prossime.

il 12/10/2020 alle 13:40
Rox

Ti ringrazio per il tuo bel commento. Cerco sempre di esprimere i moti profondi della mia anima, almeno ci provo. La poesia mi aiuta a vivere. Ti saluto anch’io. R.

il 24/10/2020 alle 13:37