Pubblicata il 13/09/2020
echi di voci
valicano distanze.
arabeschi di luce
filtrano tra i pampini porpora e oro.

finita è la vendemmia.

le donne si avviano
nella luce violenta
dell’acceso tramonto
odorose di mosto e di sudore.

recano sulle loro labbra
il grappolo di negramaro
sfuggito alle cesoie,

le loro mani a conca
è un calice ambito dagli dei.

feritoie azzurre i loro sguardi
rivelano al cacciatore
il cielo del fagiano e della rondine.

impazienti,
con gesti appresi da antica pedagogia,
liberano il sartiame di capelli
ristretto in prigionie di ruvido cotone

- stendardo femminino-
a catturare desideri.
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Sempre bella!.Labbra di Negramaro da baciare. Ciao.

il 14/09/2020 alle 07:52

Tornare a leggerti è tuffarsi e farla rivivere la vera poesia... piacevolissimo testo. Gabriela.

il 14/09/2020 alle 09:01

Notevole anche questa con suggestive immagini che catturano la mente del lettore; una poesia che ha il sapore di Leopardiche visioni.

il 14/09/2020 alle 10:06

Ciao Mitri, grazie

il 15/09/2020 alle 13:25

Sei gentile cara gabriela, grazie.

il 15/09/2020 alle 13:25

Troppa grazia Aug94, magari sono emozioni marinelliane. Un saluto

il 15/09/2020 alle 13:27

Stranamente sembra che il periodo della vendemmia funziona,a me stranamente ha lasciato innamorato da una promessa che fedelmente durante una vendemmia feci tra un viaggio e l'altro fra quelle cassette stracolme d'uva, nella felicità di quell'aria di festa che vibrava, indimenticabili emozioni tornano alla mente, ora ci siamo abituati anche a quelle, troppo semplice scorre questa vita!!Stupenda poesia infinite grazie Anna

il 15/09/2020 alle 16:46

Caro Poeta, le poesie sono state scritte in un lungo periodo di tempo, le sto postando in questi giorni perchè le trovo attinenti a questo attuale periodo di vendemmia che nei nostri paesi è ancora vissuta come un rito e con la partecipazione di tutta la famiglia.Grazie del bel commento.

il 15/09/2020 alle 17:16