Pubblicata il 13/09/2020
Scusami del ritardo
e dell'incerta calligrafia
che oscilla su queste righe fisse
concordate dai dettami
di una vecchia ma ferrea linotype.
Ti conosco, comprenderai,
questo è quasi sicuro,
ed assolverai le regole
insensate di questo tempo
e di tutto quanto ad esso si associa.

Sono debole,
ultimo capo rimasto
di un gregge scoperto,
ma tu sei oggi radice di vitalba
che serra, protegge e non soffoca.
Oggi sei, quatta quatta,
quasi Maremmana a folto pelo
fra le lucide lastre
dell'ombroso viaio
che morde, assorbe e spurga
le vene corrotte
lenendo ogni mio veleno.

Mi sei così presente che adesso,
fossi Gariboldi, ti paragonerei
su uno sgualcito diario
ai resti di quella Tridentina
mai così a lui vicina
in quei tempi di rotta.

Le mie parole salgono e discendono,
su e giù, trafitte dall'inchiostro di china,
e non sono mai state così sbadate,
così poco ordinate,
quasi fossero l'ultimo tentativo
degli occhi di un Aruspice
trafitto da un Glaucoma
ad angolo aperto
in fase terminale
di vedere, ascoltare e comprendere
oltre il giardino.

(a Daniela Tal dei Tali.....)
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"Vedere, ascoltare e comprendere oltre il giardino". Credo sia la sintesi perfetta di una dedica cbe tocca le corde dell'anima.

il 14/09/2020 alle 11:41

Non ho mai avuto certezze, riscontri in tal senso, ma se c'è un'anima credo che veleggi su "stringhe" e non su corde. Ma questo è solo un dettaglio, quello che resta, che conta, è il tuo bel commento.

il 14/09/2020 alle 12:49

Intensa dedica. Ben trovata. Buongiorno.

il 15/09/2020 alle 13:22

Ciao Enemy, ben ritrovato.

il 15/09/2020 alle 14:49