Pubblicata il 29/08/2020
Rinchiusa nel labirinto di una vita senza senso,
divorata da mille paure e dallo sconforto che mi porto dentro.
curva su me stessa per il troppo soffrire,
il viso pieno di lividi e il corpo tumefatto,
lacrime amare, mi sento scomparire,
sprofondo negli abissi di un amore malato.
io non so più chi sono,
la mia immagine allo specchio mi è ormai sconosciuta,
l’ombra di me stessa io son diventata,
io che non desideravo altro che essere amata.
urla, piatti rotti e sangue a non finire,
violenza su violenza e lui che mi fa sentire,
colpevole e nullità,
di fronte al suo potere.
mi vuole intimorire rendendomi sua schiava,
è inutile parlare,
è inutile implorare,
finché il mio cuore batterà,
lui pietà per me non avrà.
morire,
e questo che dovrei fare?
intanto io vorrei fuggire,
ma continuo a restare,
sperando in un suo cambiamento,
ma che male fa,
pensare di andare via ma non averne la capacità.
alessia Risso
  • Attualmente 3.71429/5 meriti.
3,7/5 meriti (7 voti)

Poesia dove traspare molta sofferenza.

il 29/08/2020 alle 21:37

Cara Alessia, non è amore se lascia lividi sulla pelle e l'anima pesta a dovere, come mi pare tu abbia chiaramente scritto in questa tua poesia-denuncia! Ferma la giostra e scendi. Fallo subito che in questi casi è sempre già tardi. Non si può e non si deve soccombere, MAI! Come cantava la Martini "gli uomini non cambiano" è una triste realtà. Non cambierà. Uno che oltrepassa il limite, che ti fa del male fisico e mentale, non è in grado di cambiare. E' così e resterà così. Apri la porta e vattene. Non serve molto, nemmeno la valigia, occorre solo un pizzico di amor proprio e di coraggio. Fatti aiutare dalla tua famiglia e se non hai nessuno puoi sempre chiamare il 1522. Oh, fammi sapere, promesso?

il 30/08/2020 alle 19:27

Ciao 00jl. Non sono vittima di nessuna violenza, ti assicuro. Tramite questa poesia ho cercato solo di narrare una delle tante storie di violenza che purtroppo esistono. Ma non è assolutamente una mia storia. Tant'è che non sono nemmeno fidanzata e non frequento nessuno. Sono libera come un uccellino. Per intenderci. Mi piace solo scrivere storie e poesie che narrano della sofferenza in generale. Non sapevo però in che categoria inserirla! Grazie comunque.

il 30/08/2020 alle 19:58