Pubblicata il 29/08/2020
Inutile considerazione sulla diatriba fra poeti.

ci sono i prestigiatori poeti che giurano che la loro è vera magia.
ma hanno una grazia ottocentesca nel dirlo.
e quelli che hanno il monopolio sui ritornelli
copiati sulle orme dei poeti del dopoguerra.
ma insegnano all'università e non sono secondi a nessuno a tiranneggiare con loro preferenze futuriste.
i nudi ostaggi del sole, con le loro ideologie redentrici, che nelle loro celle
vigilano sul verbo dantesco. Ma non piangono nella loro mistica tensione.
gli esemplari del sottobosco che invocano i loro sortilegi ellenici ma senza eleganza.
credono nell' antica preghiera al dio Mercurio signore della parola.
i poi i poeti di questo secolo che
scrivono come giornalisti.
ma in modo eufemistico.
io d'altronde appartengo a quella miriade di volantini che pubblicizzano le frustrazioni degli aspiranti suicidi.
e tu?
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Io appartengo a coloro che cercano ; sempre insoddisfatto delle parole che trasportano la realtà nella mia dimensione. Importante credo è essere se stessi . Ciao Vale ,ma c'è anche molto altro.

il 29/08/2020 alle 16:01

Io l’ho fatta finita con l’appartenenza; non appartengo più nemmeno a me stessa. Sono lucida e nera come l’occhio arrogante del corvo in cui tutto si riflette capovolto, nudo ed essenziale. I tuoi volantini ogni tanto mi arrivano con le folate di quel vento che, caldo o ghiacciato, è sempre sferzante e, vuoi o non vuoi, ti lascia qualcosa addosso o se lo porta via.

il 29/08/2020 alle 17:44

Io appartengo alla feccia, è la poesia degli acquitrini.

il 29/08/2020 alle 18:44

Ciao grazie dei vostri interventi

il 29/08/2020 alle 18:57

E' tutto così incontrovertibile che lo stesso studio della psicosi umana è follia! Sono d'accordo con 00jl!

il 30/08/2020 alle 10:59

Prosa e considerazioni di un folle!

il 26/11/2020 alle 13:50