Pubblicata il 11/08/2020
occhi feriti da un riflesso insistente,
nella luce di una lontana malinconia,
un volto come sfuggito alla nebbia,
illumina lati oscuri tenuti nascosti,
dimenticato angelo caduto in volo.
eran di cera le ali nel sole d’estate?
e mentre i ricordi forgiano cancelli,
il fuoco salda e dissalda gli intrecci,
che ad un artefatto futuro passato
la malandrina memoria rimanda.
promesse come pilastri d’acciaio
agganciati alle colonne portanti
che pensavi, che stupido, eterni.
cuore fuso nel ferro appena battuto.
fiori e spine inseriti in griglie ornate,
ante sfasate nel raggio della mente
sostenute da cardini che reggono
le porte dei tuoi desideri nascosti,
in un conflitto sempre piu´serrato,
aperture perentorie ad ogni comando
di desideri, gelosia e pelle rovente.
mentono, o aprono nuovi orizzonti
alla tua mente assopita, i ricordi?
riprovasti usando la chiave di violino,
che un secolo prima era musica soave,
(ricordi Mimí? “Minuetto suona per noi...“)
poi note sbandate di lacero spartito,
come oliare serrature ormai inutili,
a porte dalla furia del tempo divelte.
cancelli il passato prossimo a venire
chiudendo il suo ingresso a te stesso
e alla tua stonata lontana malinconia,
ma non arresti quel senso di vuoto,
mostro solitario che divora le tue notti.
davvero, ieri l´altro, ti sei soltanto difeso?

che voleva mai dire la voce ferrosa,
corrosa dalle piogge e dal vento:
“non arrenderti, non arrenderti mai!?”

marlav2020
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Versi che si insinuano nella mente, conducendoti verso la verità assoluta! Complimenti vivissimi, Marlav!

il 11/08/2020 alle 22:38

Grazie Sir, grazie per la tua attenzione, veramente!

il 11/08/2020 alle 23:02

Molto bella!

il 13/08/2020 alle 01:04

Grazie Francesco-x!

il 13/08/2020 alle 03:26

In parte dedicata al mio lavoro: automatizzare cancelli!

il 01/09/2020 alle 05:19