Pubblicata il 01/08/2020
in questo porto ove ho gettato l'àncora,
mi godo il mare e gli ultimi tramonti
dal mio balcone, come dalla prua
della nave ammiraglia,
alla quale ho donato
la mia vita e il mio cuore.

assolverò a quest'ultimo comando,
così come ho servito il mio Paese:
con timore di Dio,
onore e ardimento.

e quando Tu verrai, Sorella Morte,
metterò l'uniforme di parata.
poi, da vecchio ufficiale gentiluomo,
farò un profondo inchino,
ti bacerò la mano.
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Sono la meno adatta a dirlo, visto la lentezza da bradipo con cui posto (il sito potrebbe benissimo andare in letargo e al risveglio trovare ben poco di me), ma spero ti arrivi come un dialogo fra appassionati della parola scritta. Se tu riuscissi a frenare il tuo impeto torrentizio si avrebbe sicuramente modo di soffermarsi (o non soffermarsi, dipende da chi legge) sui tuoi scritti, perchè se si pubblica, immancabilmente si ha anche un seguito... e sarebbe proficuo per entrambe le parti. È solo un inciso, perchè ciò che volevo scrivere riguarda più che altro l'idea della Morte che riceve un baciamano, non come meretrice temuta ma come donna amata. È un'immagine che ridimensiona questo traguardo ostile e forse, in qualche modo, parla di una vittoria umana e poetica. Ciao Poetadelmare.

il 01/08/2020 alle 14:17

è un vero peccato questa smania di pubblicazioni che non permette di soffermarsi con le dovute attenzioni alle sue poesie..perchè molte meritano, come questa per esempio, piena di garbo e grazia...l'idea della morte sorella, di francescana memoria, merita un applauso

il 01/08/2020 alle 16:06

amo le tue poesie e su di esse mi soffermo a meditare...Gabriela.

il 01/08/2020 alle 19:35

bravo piaciuta

il 03/08/2020 alle 09:52