Pubblicata il 01/08/2020
Eccomi incastrato
in questa giostra
che manco volevo
eccomi obbligato in un gioco
che francamente
avrei evitato
se solo avessi saputo
screditare un trucco
con coraggio e talento
così mi trovo
a lanciare i dadi
per difendere la paura.
ogni tempo penso
che a quello svincolo
avrei potuto girare.
ma niente.
e mi trovo a distribuire sorrisi
a regalare cazzate d'equilibrio.
scendo dal gioco
per poi attendermi ancora.
perdo tutto a
sognare i bambini
con qualcosa di più.
così spreco le mie colpe,
trascorro un'altra volta
a farmi finta.
così i mari galleggiano
le onde indietreggiano
e io resto a mancare.
giro un sasso
per riporlo sugli scogli.
e vado per restare, come sempre resto.
  • Attualmente 4.33333/5 meriti.
4,3/5 meriti (6 voti)

Molto bella, c'è un'amarezza di fondo che sembra muovere questo carillon triste le cui note arrivano ormai stonate. Particolarmente bello il verso ultimo e quel sasso riposto sugli scogli, metafora forse dell'attesa che il mare lo trascini finalmente via.

il 01/08/2020 alle 06:56