Pubblicata il 30/07/2020
Nel rogo più intenso dei sensi
mi sei tornata a mente
e non eri più madre
o moglie ruffiana,
neppure l'eco
del pianto ininterrotto
di nostra figlia
avvolta nelle trame
di una coperta d'astrakan.

Mi sei tornata a mente
come il penultimo desiderio
di un arlecchino inaridito *
abbattuto da uno
degli innumerevoli uragani
e deposto in una lercia morgue d'Haiti.

Se ora potessi respirare
dal profondo delle mie radici
ti direi, posponendo il tuo bel nome:
"a domani Sadio, chi non ti ama?
Fatoumata dice che ti ama,
che non può stare senza di te.
Nessuno è tornato,
nessuno può sfuggire la morte,
a domani Sadio, chi non ti ama?".

Ma tu non mi capiresti
perchè ct sssr, Novosti e tass
voltano le spalle alle gesta di Alì
ed io scivolerò presto
in quell'angolo dove voce non risale
perchè stanca e logora
è la muscolatura della laringe
e l'ideazione non ha più colore.

* ittiosi congenita autosomica recessiva (arci)
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i tuoi versi richiamano qualcosa di profondamente doloroso che non dovrà mai essere dimenticato. Le conseguenze di un conflitto sono devastanti e tu hai dato voce a chi non è più tornato.

il 31/07/2020 alle 11:18

E' un testo complesso e, come avverti tu, molto doloroso. Nelle prime stanze si parla di Chernobyl e di un pompiere che come altri ha dato la vita per adempiere al proprio dovere. Deontologia professionale e non fede nel Partito. Nella seconda stanza il protagonista è Muhammad Alì (Cassius Clay). Apparentemente non c'è nesso ma se ascolti "Tomorrow", una delle colonne sonore del film "Alì", allora forse troverai il profondo legame con "Vichnaya Pamyat" (Ad eterna memoria), il più significativo e toccante sound track del film sull'incidente nucleare. Anima africana a confronto con anima slava, che differnza c'è? Buoni ascolti Genziana e grazie dell'attenzione.

il 31/07/2020 alle 12:56