Pubblicata il 30/07/2020
Il nostro quartiere di periferia offre diversi spazi ove poter giocare
In effetti, quel giorno, scegliamo il luogo più angusto per il tempo ingannare

Un terreno colmo di cespugli, buche, sabbia, cemento, ferro e strati di prato
Saltiamo da un fosso a un altro, credendo che ogni pericolo sia scansato

La situazione è sotto controllo, ogni insidia svanisce per buona creanza
Finalmente decidiamo di andare via, cantando inni di fraterna speranza

Ad un tratto, Giannetto, zompa e si procura uno pauroso buco al ginocchio
Mai visto, un fiume di sangue imbrattare di rosso tutto ciò che vi è sottocchio
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E' quella "buona ceranza" Morris, che distingue e qualifica, un imprimatur che aleggia su di noi sin da quel passato remtissimo, che tu novelli usando un presente affettivo, per le persone per quel tempo, e la sua grazia. E' sempre un bel trovarti Morris !!

il 30/07/2020 alle 15:40

Preziosissimo Sergio, amico dei miei meandri più reconditi, riesci a cogliere ogni mio spunto o intenzione! È vero, in questi racconti sto utilizzando il presente per avvicinarmi il più possibile ai quei tempi lontani. Il trovare te, mi emoziona davvero tanto e sempre! Un grazie immenso! Morris

il 30/07/2020 alle 16:53

Un saluto, Sir! È sempre un piacere leggerti!

il 30/07/2020 alle 22:42

Grazie per la tua amichevole partecipazione, Francesco! Il piacere è tutto mio.

il 30/07/2020 alle 22:48