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Pubblicata il 22/07/2020
stretto come un collo
innalzato verso il cielo.

un nome stremato si stempera e vaga,
malridotto fiume d’estate.
lo accarezzo di un dito,
ma di nuovo si perde.

mi chiedo di quest’attimo
cosa rimanga.
la ferrovia riprende gli slanci,
odori di nuovo e vecchio
cavalcano vele malinconiche

d’un tratto
appeso nel nuocere del vento,
ricordo il tuo segreto.
lo conservo in una gola
nascosta tra le pieghe della mano.
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Struggente come l'intraducibilità esistenziale dell'Essere... Perdendo te, La Poesia ha smarrito la sua Anima... Grazie...

il 22/07/2020 alle 16:04

...Uffa Rebellina, il solito Ravachol mi ha fregato sul tempo...non mi dilungo con te perché troppi attimi ci hanno separato dalla tua Poesia...adesso però che la ferrovia ha ripreso gli slanci non scendere più alla prossima fermata per poi sparire… ciao!!!!!!! TVB.

il 22/07/2020 alle 16:49

tra tante poesie, una luce in fondo al tunnel

il 22/07/2020 alle 19:17
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Grazie :)

il 22/07/2020 alle 20:35

questa è un overdose, addirittura due poesie in un giorno! ciao reb

il 22/07/2020 alle 21:42