Pubblicata il 30/06/2020
scappando dal meriggio assolato
per un'ombra di conforto
siedo al fresco del pergolato
giù nell'orto

dove tralci di vite
resistono alla canicola
mentre stendono la pelle
sul muretto lucertole
in graticola

i pomodori ormai rosseggiano
son fatte pure le zucchine
l'estate gonfia i muscoli
ma il vecchio batte la fiacca

come rompono queste cicale
già in concerto le rane
dal fosso

a chiamare
manchi solo tu
fiato addosso
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colgo l'occasione, mentre soffro per la mia condizione fisica e morale che non dico, infatti se mi dilungo a parlare di me divento egocentrico e quindi evito, dicevo colgo l'occasione per spendere due parole di conforto per Lara e la sua inquietudine, carissima ti capisco perché a fronte una fase esistenziale o un carattere come il mio inquieto, chissà quante supposizioni illazioni chiacchiere , ma è solo d'un bene che muove le mie parole e d'altre persone che sicuramente stimano le tue opere, magari ci vuole rispetto perché cmq ci si muova, o in silenzio o dando addii come faccio io, si sbaglia, ma nessuno più ti capisce della mia penna che a volte o troppe scrive d'un'intima sofferenza, permettimi allora da vecchio, di volerti bene, il mio abbraccio, ciao vir ah vorrei dire che non sono mai venuto a commentare, mentre tu lo hai fatto , e ciò non toglie nulla per averti letto nel cuore adesso che hai scritto e descritto la tua anima al rientro...

il 01/07/2020 alle 13:55