Pubblicata il 14/06/2020
Roma, all'alba di un giorno d'autunno,
si affaccia ancora, tutta insonnolita,
al balcone della luce, che stenta
ad avanzare, nello smog fangoso
che la notte non ha digerito.
vista così, ancor priva di vita,
sembra un guscio vuoto d'aragosta,
che occhieggia, nella sua puzza vedova,
in mezzo al secchio dell'immondizia,
e ancora sogna il fondo del mare
diafano e azzurro, zaffiro prezioso.
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una Roma triste diversa da come l'ho conosciuta io...era splendida,lo dice anche Mia Martino nella canzone :la nevicata del 56.un saluto!

il 21/06/2020 alle 12:32