Pubblicata il 05/06/2020
Sei una spugna (ma ti amo)

se esiste un destino lo respiriamo
sott’acqua.
se esiste una conchiglia infinitamente
spiraliforme
spira sott’acqua.
ad annegare ci hai pensato una notte,
con le stelle come copricostume.
un fotomontaggio. La morte.
eppure deve esserci una lingua, un idioma di innamorate
spugne
per restare inessenziali.
divagare, divagare fra tuoni sommersi in un panorama
senza parafulmini.
linguaggio labiale di un pesce. Ecco.
non ci sarà una spiaggia da ricostruire il mattino.
ammaestrati come delfini in nauseanti
abitudini oniriche.
eppure cristo ci ha insegnato che i cechi possono vedere.
anche nell’abisso?
mi immergo, in questo impiego retribuito a secoli
nell’ipnotica oscillazione
di onda invaghita
di una spugna.
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...Ma i cechi sono gli abitanti della Repubblica Ceca ?...

il 06/06/2020 alle 17:57