Pubblicata il 27/05/2020
premessa :
Il seguente testo mi è stato ispirato dalla vicenda di un mio conoscente unitosi in matrimonio con una donna di avvenenza, censo, ceto sociale e livello culturale ben superiori, senza che tutto ciò potesse intaccare il profondo amore che tuttora li unisce.

mia Regina sei,
io Principe Consorte soltanto,
triste Quasimodo,
del sorriso della mia leggiadra Esmeralda
incredulo,
ma quanto caro
mi è il tuo dolce giogo,
malvagia Strega e Biancaneve insieme,
quando,
fra gli uomini io unico,
la signorile autoritaria voce
al mondo invisa,
di sollievo e fragilità
odo tremare,
negli occhi innamorati
scrutando il tuo diletto,
e come purissimo organo
la fresca armonia
del sonoro verso
di esotici uccelli,
parole d'amore di terre lontane
tenerissime cinguettare,
il mio palpitante cuore
per sempre consacrando,
se anche un giorno
dal sogno vivente
bruscamente mi destassi
per l'Eternità sigillato,
seppur la gioia in malinconia mutasse,
dall'affettuosa ironia
di languide parole
di lucente gaiezza soffuse
del divertito azzurro dei tuoi occhi,
o mia adorata Regina,
gratia plena,
il cui respiro regolare
nel sonno profondo
soltanto cala le mie stanche palpebre,
felice perchè è viva e in salute
la mia segreta fanciulla.
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Ciò che sussurra il cuore non tiene conto delle differenze sociali, che resta un aspetto marginale. Quello che a volte fanno diventare difficile è il semplice ascoltarlo. Ma ci sono casi come questi, per fortuna.

il 27/05/2020 alle 09:15

Grazie Genziana.

il 27/05/2020 alle 17:22