Pubblicata il 24/05/2020
Sfuggì di mano
calcando i passi.
Pensieri incerti
poi fu silenzio.

Ricordo a tratti
la veste bianca
i prati in fiore
i sogni belli.

C'era una casa
e poi una strada
un girasole
e dei gessetti.
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Una bimba sfugge dalla mano della mamma attratta certamente dai colori della vita...ma poi i pensieri diventano incerti, titubanti come anche i passi prima decisi...lampi di ricordi...il vestito bianco ...i prati fioriti...i ricordi si susseguono veloci...forse la casa avita...e poi la scuola ed i gessetti...quel silenzio è calato forse anche alla fine ? La Poetessa sempre ci prende per mano e ci accompagna dentro i sogni belli della vita...emozionante...

il 24/05/2020 alle 22:23

Belli i dolci ricordi, brava!

il 25/05/2020 alle 09:21

Concordo con Cantorom nella sua analisi del testo che cattura e fa fermare il lettore; infine dal punto di vista metrico la precisisione è estrema,la musicalità esplode, sono tutti quinari e se non li hai cercati tu son venuti a trovarti loro.

il 25/05/2020 alle 09:29

Grazie Cantorom. Unico appunto, i primi due versi sono riferiti al tempo. É quando si compiono i primi passi che comincia a scorrere e solo dopo ci accorgiamo che non ne abbiamo mai avuto il controllo. Grazie Vittorio. Aug94, l'ho contati rileggendola, mi sono venuti a trovare loro :)

il 25/05/2020 alle 10:16

La dote innata per la poesia: i versi perfetti sono già dentro di te, mi sembra una cosa bellissima questa dei versi quinari.

il 25/05/2020 alle 10:33

La poesia si serve anche dei gessetti. Ciao.

il 25/05/2020 alle 14:58

Condivido in pieno il pensiero di Vincent. Hai una dote innata, e quei "gessetti" ne sono un segno, perché d'improvviso la poesia prende forma e colore dal bianco del vestitino al giallo dei girasoli.

il 25/05/2020 alle 19:06

Grazie Vincent, sì vero. Grazie Mitri. Sì Eriot, forse quel girasole era già poesia ma espressa attraverso le forme ed i colori.

il 25/05/2020 alle 19:39

È come un lontano super8 girato in famiglia e rivisto senza audio. La parte centrale pare un balletto per l'obiettivo. Poi, sulla base delle considerazioni di Aug94, mi sono tolto una curiosità. Ho provato a leggerla a mo' di metronomo, dondolando l'avambraccio, avanti ad un verso ed indietro al successivo e così via. Ebbene, usando una velocità normale di lettura, a me è risultata come il dondolio cadenzato e spensierato di una bimba sull'altalena. Alle volte...

il 26/05/2020 alle 02:32

Che bella l'immagine che ti arriva, Ben. Sì, qua la semplicità e la cadenza fanno fare un salto nel tempo, ogni tanto la mente ha bisogno di tornare a quei giorni e tu l'hai rappresentato nel modo più vero. Grazie.

il 26/05/2020 alle 04:05

... e mai più ritornerà! :(

il 28/05/2020 alle 13:35

Maaaaai più :(

il 28/05/2020 alle 16:34