Pubblicata il 16/05/2020
E ogni cosa ebbe origine dal niente,
ed è dal niente che ebbe origine
ogni cosa percettibile e impercettibile.
la luce invisibile e la melodia muta,
l’oblio luminoso ed il silenzio assordante;
ebbe ogni cosa origine dal vuoto.
tutto ad un tratto prese colore e forma,
e prese anche la sua trasparenza;
un groviglio di ciò che esiste e
che è anche celato agli occhi di chiunque.
i nostri recettori sensoriali muoiono
poiché non abbastanza sufficienti,
e non riescono a far trasparire l’eccesso.
ciò che sentiamo è solo ciò che sentiamo,
ma lo ha pronunciato un folle, in cerca forse
di celare la nostra vera mistica natura
di esseri percettibili e impercettibili.

mi strofino gli occhi, bramo di cacciare
queste bizzarre illusioni visive e offuscate,
ma invano, ogni cosa è qui presente.
ciò che sento è qui presente, a fissarmi
innocentemente disperato all’idea
di non poter essere tutt’ora sfiorato.
si distorce ogni singolo lineamento comune
e le mie certezze muoiono, rigenerandosi
osservando il riflesso di questo niente.
chiamasi solipsismo, ma mi accascio
inerme, desiderosa di trasmutare questa
assoluta assenza ed essenza
dei miei pensieri instabili, in materia.
la pietra filosofale elevata alla forza
e la debolezza della mia mente, cieca.

potrò mai ideare l’assolutezza dell’arte?
o mi servirà un patto con un demonio?
vorrei solo riassumere quest’immensità
in una singola parola, ma sono ingenua.
non parlo nessuna lingua, e se mai
riuscissi a parlarne una soltanto
nessuno comprenderebbe le mie parole.
ed è dal niente che scalerò il mio monte
alla ricerca di questa silenzio, incomprensibile.
potrei cadere e rimanere ferita,
ma la mia mente lo è stata già abbastanza.
inizierà a piovere e mi bagnerò,
ma le mie ferite verranno lavate e purificate.
potrò mai riscoprire ciò che è andato perso?
o mi servirà morire per dopo rinascere?

È forse l’assenza di piacere a generare
in me il desiderio di rincorrere qualcosa
che forse ancora, può non esistere.
sono appena nata, generata dal nulla,
sono divenuta il tutto di questo vuoto.
ricercata forse, sono stata anch’io
ma senza alcuna evidenza che queste
parole indecifrabili potessero generarsi
contemporaneamente a me.
sono quindi stata anch’io ricercata?
o sono frutto di un caso irreversibile?
sono nata piangendo, come chiunque altro,
ma non ho mai smesso, fin quando
le lacrime sono ghiacciate all’interno
o forse sono morte, come qualsiasi altra cosa.

sono rinata, impassibilmente silenziosa,
e non c’era più nessuna lacrima
in questo corpo gelido e pallido, inerme.
ho da sempre desiderato di possedermi,
mi sono desiderata, e mi sono ceduta
all’irrefrenabile voglia di amarmi.
l’unico individuo mai amato, davvero,
volevo stringermi all’interno delle mie mani
volevo tagliarmi a pezzetti e inghiottirmi.
volevo poi elevarmi, e generare luce
da ogni ferita per niente rimarginata;
volevo trascendere in questo universo
farne parte per un solo breve istante.
volevo creare in me qualcosa di grottesco
agli occhi di chi non vede, innocua
anima monocolore, quanta pietà.

e adesso, continuando a morire e
a rinascere, senza fine, senza tempo
e senza cure; sento il groviglio
di questo niente e di questo tutto
implodere in ogni punto dimenticato
della mia Anima, un po' troppo impaziente.
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davvero impressionante questa discesa di una disarmante onestà dentro se stessi....che dirti, farsi così tante domande è già moltissimo, le risposte purtroppo, data la nostra condizione, è difficile trovarle...un abbraccio

il 17/05/2020 alle 00:22

eh sì caro Arturo, grazie! Un abbraccio a te...

il 17/05/2020 alle 11:33

Arturo ha sintetizzato molto bene. Ti fai anfisbena tanto che mi sembra un prodigio. Ti potrei consigliare : "il Tao e la fisica quantistica" , che purtroppo non ho sotto mano .Hai materiale per una vita di poesia. Auguri.

il 17/05/2020 alle 21:00

grazie mille davvero mitri

il 18/05/2020 alle 07:48

Noi siamo nati e viviamo questa vita nell'essere tutto e niente,di essere un poco soddisfatti e nell'essere del tutto insoddisfatti. pensare di avere un domani di certezze per l'essere che si è...ma poi nel dubbio,cadere nel tranello di una vita che non da quello che si desidera.Questo è il tranello della vita,bisogna non cadere nel suo fare...ma riuscire ad essere stessi nell'essere superiori alle immaginazioni.un saluto.

il 22/05/2020 alle 13:28