Pubblicata il 15/05/2020
"O Signor, sovvien tua divota serva",
diceva io tra lagrime e suspiri,
"che con modestia tua dottrina osserva,
e se conviene inver ch'io morte miri

onde evitarme una turpe rappina,
fia dulce il morir, che assai m'alletta".
così, mentr'era in plora e in prieghi china,
di fuor, da l'alto monte in su la vetta,

gran luce apparir vidi a la mia destra
e mutar notte oscura in chiaro dïe;
senza tema affacciommi a la fenestra
per saver qual nuovo prodigio sïe.

da ciel di stelle discender vedea
cavallier santo, d'armore lucente,
che d'un ippogrifo in groppa sedea,
e "chi vo' siete", addimandai piagnente,

"uom de carne o de Dio spirito muto?
ve prego, più non mi tegnete ascoso
se per mazarme qui sete venuto
e se m'attende fine doloroso".

"Sciuga", disse, "tue lagrime, o reina,
el brando mio, avvegnaché sangue prese,
allor che combattei in terra latina
né mai fanciullo né inerme offese,

e giammai non dolse ad un fior di rosa,
come pur d'altrui vile spada fece
e se qui son, è per ben altra cosa,
non furon vane tue accorate prece.

cavalliere me volse un dì l'Altissimo
e fui, per l'alto onor ch'ei mi concesse,
in perpetuo servo suo fidelissimo
né luxuria né oro l'anima fesse,

né odio, o viltà, o brama veruna
che tanto spesso in giuso l'om trascina,
non per crudeltà di ciel o fortuna,
ma pe' istolto peccar, che gli è ruina.

io fui Baiardo, defensor de Franza,
e finché vissi, e saldo stetti in sella,
con Cristo in core, et in man la lanza,
servire Dio volsi, e onorar mia bella".

"O cavaliere orante", mi commossi,
"ardito e bello ogni oltre misura,
lo tuo sembiante, ancorché mi fossi,
caro più d'ogni ben de la natura,

nol riconobbi, per virtù divina
che come face in adamante 'l sole,
assai lo cangia e ancor più l'affina,
sicché a occhio umano quasi il dole.

pregoti or che presto via me porti
da questo uomo scellerato e rïo
che sol può darme ferite e torti".
"Per ciò, domina pia, mandommi Iddïo,

perché ti togliessi a tua sorte acerba
e ti menassi adunque in mite loco
di cui tuo cuor dolce ricordo serba".
siffatte parole udite, un tal foco

m'accese il petto, ch'io di gioia piena
a lui rispuosi: "o cavalier gentile,
io dovunque tuo voler mi mena
se non ti fia l'amor mio ostile,

perpetuamente androtti seguitando,
e se pure tra un che morto appare
et una che viva, amor regnando,
sia lecito a nozze convolare,

per isposa eterna mi ti daggio".
"Quantunque ciò volesse dir morire?"
addimandommi 'l cavaliere saggio.
"Messer sì", rispuosi lieta, "el morire

assai più invero non me spaventa
ch'el non aver più tua dolce figura
innanzi, già che l'ho veduta e senta.
liddove condurrà tua sorte oscura

e notte e die, e 'state e duro verno,
ti andrò fedel seguendo ancora e ancora,
foss'anco infino nello nero inferno".
ciò detto, il destro piè sporgendo in fuora

dal davanzale, in sul grifo crinito
montai senza tema di alcun dolo
e poi in su, verso il cielo infinito,
spiccammo, stretti a noi, il folle volo.

la sfere passammo come ago in cruna,
indi per trovar miglior ventura
galoppammo innanzi in su la luna,
la qual del ben perduto tiene cura.

di lì, con dolce volto e amabil riso,
bayard menommi infino in Paradiso.
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È bellissima e romantica, soprattutto partendo dal verso " e notte e die" fino al compimento del volo. Credo che un contenuto così non può che essere espresso in questa forma, ne risalta l'enfasi.

il 15/05/2020 alle 14:12

ti ringrazio! Ho voluto rendere a questo modo un piccolo omaggio al cavalier Baiardo, che è uno dei protagonisti anche nel mio poema ^_^

il 15/05/2020 alle 14:56

Esercizio pregevole. Mi piacerebbe trovare tanta capacità espressa con il linguaggio e nel tempo nostro. Ciao.

il 15/05/2020 alle 21:41

purtroppo non credo che riuscirei a scrivere un poesia in italiano odierno, quello lo riserbo per i romanzi, anche se alla fine pare più un misto tra italiano ottocentesco e italiano della prima metà del novecento.

il 16/05/2020 alle 08:51

Ma nei romanzi ci può stare tanta poesia, basta metterla. Ciao. Non credo che il romanzo escluda la poesia.

il 16/05/2020 alle 09:47

No, no, infatti ho inserito molte parti che definisco prosa poetica, soprattutto nelle scene drammatiche o in quelle di delicata felicità.

il 16/05/2020 alle 09:53

che droga usi? voglio anch'io un trip così!

il 16/05/2020 alle 14:23

mi faccio di cultura XD

il 16/05/2020 alle 16:51