Pubblicata il 08/05/2020
Son la mesta isventurata
che più vivere non vole,
perché l'han levato il sole
e del riso l'han orbata.

son l'augel ne l'aria ispenta
a cui han troncato l'ale
che piagnendo se lamenta
perché in cielo più non sale,
né de vivere se cale.

quando penso ai dì felici
in cui aveva oro e amici...
ah! che fu di quell'orata?
son la mesta isventurata...

di mia vita isciagurata
più non tengo alcuna cura,
perché sola m'han lasciata,
senz'amore né premura,
trista, fosca, aspra e dura,

quei che un tempo lo bel viso
mi tingean di gioia e riso,
or che vita han lor scaciata.
son la mesta isventurata…

sempre gelo sento in l'ossa,
anche quand'il sole vïo
come fossi ne la fossa.
me levette Cristo Iddïo
ogni gioia ed ogni brïo,

né più nulla mi rallegra
se non l'aqua scura e negra,
che di man ho scaturata.
son la mesta isventurata...
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Ti sarebbe piaciuto nascere qualche secolo prima?

il 15/05/2020 alle 02:02

uh, assolutamente...

il 15/05/2020 alle 09:23