Pubblicata il 06/05/2020
V’è al di là del firmamento
una Mente creatrice,
ciò che porto dentro
è propagazione di sua radice,
mente relativa
per mia azione genitrice.

in questa prospettiva
non ho più quell’esigenza
di un Dio accusatore,
postularne l’esistenza
è questione di religione;
ciò che io comprendo
è facoltà manifestata,
ciò che non intendo
è capacità ancor celata.

il mio mondo interiore
se ne sta nel mezzo
fra me e quell’Io superiore
della cui essenza son fatto,
non quella d’un giudice assoluto,
del suo plasma son l’estratto.

del Creatore ne sono parte,
tramite l’inconscio
m’impossesso di quell’arte
che, con volere conscio,
apre a me tutte le porte;
della Vita ne foggio un pezzo!

qui ed ora, in questa Terra,
mi condanno nel profondo inferno
se v’è in me intenzion di guerra,
in cima al paradiso eterno
sto seduto come un beato
se codesta suprema chiave
in cuor mio ho afferrato.

idealizzo le mie fiabe,
realtà a me esterna
è pensiero in forma di materia,
trasformazione d’energia interna
in prosperità oppure in miseria.

orbene, che frustrazione!
tutto ciò da tempo mi è ben chiaro,
cristallina come velo d’acqua in superficie
è conoscenza troppo tenue e sottile
per dar luce, con le mani, al mio Creato.
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Il creato...mistero che da secoli c'è stato tramandato ed oggi "2000" nulla ancora c'è stato rivelato...bellissimo il tuo testo, profondo e meditativo.

il 07/05/2020 alle 09:10

Ti ringrazio. E' stato un testo "sofferto". Ci sono voluti quasi 30 giorni per completarlo dopo tanta frustrazione per non trovare le parole giuste. Stavo quasi per riporre la bozza in un cassetto.

il 07/05/2020 alle 09:35