Pubblicata il 22/04/2020
Percorsi quel corridoio
di garze e flebo
mentre scorrevano sulle pareti 
ventisette anni
vissuti alla finestra
quando mi raccogliesti impaurito
preda dell'attacco di panico
e insieme percorremmo
la solitudine buia della morte
quando ad occhi chiusi m'insegnasti
a parlarci con il cervello
serbandomi in piccoli passi
per conoscere me stesso.
ospedale
letto crudele,
maria più di Maria 
io sono il figlio
che non hai mai avuto. 

a Maria Teresa Bolognini
amica e psicologa delle mie forze e debolezze.
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Bella espressione d'amore. Ciao.

il 23/04/2020 alle 09:54