Pubblicata il 11/04/2020
Quando
come
una macina stridente
gravi tenebre
premono lo spirito
nella beffarda notte,
lento
il gorgo
m'intrappola funesto
nella ridda
dell'incubo
..che..
rigido
il dominio
della mia mente afferra
ed immoto
al levarsi
dell'Aurora resto,
dissolte
già vedo le membra
nel tenebrore
eterno dell'oblio
nel nulla
un cinereo
ammanto surroga
le cure mie
e le struggenti insidie
di lusinghiera vita:
comprendo
anima mia
di quest'immane peso
il rifiuto tuo;
fra i foschi flutti
del folle
mio cervello
ti dibatti
il bordo afferri
con gli aguzzi artigli
e mi sguisci,
sontuosa
del mio sangue
vivida come folgore.
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Come vivida folgore poesia illumina le tue notturne tenebre. Auguri.

il 11/04/2020 alle 10:19

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il 13/04/2020 alle 12:06