Pubblicata il 08/04/2020
giù da basso ho il mare che mi trema
sdraiato sotto il cielo, alto di sole

lo scoglio ha voluttà sull’onda
dal lambire bavoso
per bocca inappagata, perlomeno

ma qui non c’è l’aroma di collina

è che mi torna in mente
il becco di quel falco pellegrino
in picchiata letale sul collo del piccione
e l’artiglio ritorto
della poiana in stato ascensionale
nei suoi circuiti folli d’esattezza

ma lì non c’era il mare col suo sale

in fondo è breve il tratto di tornanti
e quello piano che da quassù si scorge
al limite del mare

la catarsi ha il tramonto sulle spalle.
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ottima, mi sembra, con una chiusa da incorniciare...

il 08/04/2020 alle 19:01

vero, la chiusa è una chicca, e tutta la poesia è una perla, ha un suo fascino. trasporta. bravo. *ma*

il 08/04/2020 alle 19:55

raffinatissima e curata, si sente la ricerca della parola, ma ha anche sostanza...bella

il 08/04/2020 alle 21:48

è cosa buona e giusta dare a Cesare quel ch'è di Cesare: sarebbe un delitto non riconoscere una grande poesia, quel "perlomeno" mi appare come una ciliegina sulla torta.

il 09/04/2020 alle 08:01

A volte sono lievi i tramonti :-)

il 09/04/2020 alle 09:20

Bravo curata in ogni dettaglio. Complimenti!

il 09/04/2020 alle 09:41

...catarticamente ermetica...

il 09/04/2020 alle 10:52

Ravachol, alias, arturo, vincent corbo, malalunaa, Vittorio Pochini e cantorom. Grazie per avermi letto ed apprezzato. A tutti un caloroso augurio di buone feste pasquali, anche sa da reclusi. Passerà prima o poi. Ciao

il 09/04/2020 alle 13:16