Pubblicata il 29/03/2020
mi lascio dietro, sovrappensiero, impronte sulla spiaggia, spinto da un vento micidiale che scende a picco giù nella marina per le gole scoscese delle Serre e mi sferza la schiena. Sabbia calda e pungente.
Lo Jonio è tutto crespe d’onde che al largo si fondono al biancore sospeso dei gabbiani, inquieti e petulanti. Il sole, cocente ancora, s’inerpica in cima alle montagne per poi, con flemma, scendere dall’altra parte e inabissarsi lento nel Tirreno.
tra breve, ombre molto lunghe e affilate cadranno sulla spiaggia, soverchieranno ovunque e il vento, che screpola la pelle e insecchisce pupille, s’addolcirà per divenire brezza.
l’aria è salata in gola e brucia forte specie quando l’onda svapora fracassona sbattendo sulla rena e sugli scogli.

avverto un dolore sul calcagno destro, leggero, a dire il vero. Ho calpestato un duro, un ciottolo può darsi, e mi trattengo per tema d’incappare in qualche vetro. Mi chino, smuovo la sabbia e affiora una bottiglia, intera, per fortuna. Un vuoto a perdere. Però non nell’ambiente. Appunto non nell’ambiente.
e mi sposto di testa sul tema dell’ambiente, però mi perdo in fretta. E’ superfluo ragionare con sé di queste cose in riva al mare mentre si spegne il giorno. E poi, scalzo e arruffato, massacrato dal vento, di voglia non ne ho proprio. Domani all’alba quando s’infuoca nuovamente il mare di sole all’orizzonte, può darsi che la mente si rinnovi. Ora così mi sento, mi avverto senza senso, inerte, e, in fin dei conti, in compagnia, non mi consolo, di un vuoto a perdere. Un vuoto, insomma. E mi chiedo se anch’io in fondo non lo sia: a perdere, sicuro, non c’è dubbio, e vuoto? , e vuoto?, e vuoto?
me lo domando quasi a cantilena, con gli occhi fissi sopra la bottiglia; e mi adiro perfino per questo stato scemo di indagare sul vuoto:
“Che c’entra la bottiglia? Il vuoto è la sua essenza; da piena è indifferente, il vuoto non si avverte.”
continuo cazzoso a fare tiritera sulla cosa e mi ritrovo strano, seduto, non so come, in punta a un pedalò con la bottiglia in mano, mentre la gente già spopola la spiaggia.
h voglia di fumare. Ma poi, me ne ricordo: “che stupido”, mi dico, “ho smesso ormai da tempo.” Però, passasse un fumatore lo troverei l’ardire di piatire due tiri per lavare questa improvvisa voglia, per svuotare quel vuoto che giù dal ventre sale.

- Prendi. La vuoi fumare? E’ la tua nazionale, quella di tempo fa.

e’ la voce del vento? Un subbuglio improvviso mi trasale. E’ quasi stordimento ed un risveglio, insieme. E mi domando ancora:“E’ la voce del vento che s’acquieta e gioca nella testa per sbaragliare la voglia di fumare, oppure…? “
mi giro appena per guardarmi attorno.
scalza. Pareo, tutto gerani variopinti in fiore attorno ai fianchi. Alabastro per pelle e occhi azzurro immenso in cui annegare.
un’angoscia improvvisa mi trasale e grido a perdifiato.

- Annaaaaa? Cosa ci fai tu qui? Da dove arrivi? E perché proprio ora che il vuoto mi frastorna?

- Non volevi fumare? E’ da un po’ che ti guardo seduto sul pattino. Ti sei invecchiato assai, ma veramente assai. Dai, fuma, magari ti riprendi.”

- Anna. Sei tu Anna davvero? Quella dei diciassette. Ancora diciassette tu ne hai?

- Certo, ancora diciassette. Non lo vedi? Sono rimasta là, io. Sul terrazzo di allora, fiorito di gerani. Sai, mi piaceva sbirciarti mentre mi spiavi da dietro la persiana semichiusa. Avrei voluto almeno farti un cenno dei miei tumulti al cuore, dei miei rossori al viso, ma dentro la ragione mi bloccava. E poi me ne scappavo in casa, e ti pensavo, e ti pensavo intensamente. Ancora là sul nostro Corso. Sul Corso senza tempo. E quella volta dentro il tabaccaio? Le cinque nazionali, le dieci lire che non trovavi in tasca ed impacciato farfugliavi: “scusi signora, non cinque, quattro me ne dia.” E via di fretta poi, a levarti il rossore lungo il Corso. L’ho nascosta a mia madre appena sei scappato, ecco, questa è la nazionale che mancava, la quinta, è quella, te lo giuro. L’ho conservata apposta per ridartela un giorno in riva al mare.

voglio scappare via da questo immaginario che mi stravolge il mondo tutt’attorno. E’ come un pezzo di follia che mi travolge. Ho voglia di ficcarmi sotto sabbia assieme alla bottiglia che tengo stretta in mano. Ma non posso.
anna, mare negli occhi e grano già maturo per capelli, sorride. E mi fissa, piantata tutta vera a me davanti.

- Toccami. Toccami se vuoi, te ne accerti da te che sono vera. Facciamo come allora, sul finir della scuola: siamo sul Corso, io con la Milena e tu con Salvo, l’amico tuo più vero. Nove mesi di scuola e senza una parola. Turbolenze di sguardi solamente e fremiti nel petto. E’ stato bello, sai. Quella sera speciale mi sei passato accanto e hai sfiorato con la mano la mia. L’effetto brace ch’è durato tanto, volevo non svanisse. E poi. E poi, null’altro. Ti sei perduto, mi son perduta anch’io, e il vuoto lì sul corso, ha cristallizzato pure il nostro tempo. Io, crisalide soltanto legata al filo dei ricordi nella mente. Tu chi sa dove. Ma ora sei tornato sul tuo mare. T’aspettavo da tanto.

assurdo. Tutto inconcepibile. Anna, soave, continua a stralunarmi. Parla e mi sorride, ha gli occhi d’un bagliore folgorante.
il vento si è fugato; il cielo limpidissimo marca l’azzurro scuro; il mare, blu cupo. Specchio. La spiaggia, caldo deserto.

- Te l’accendo se vuoi. Fumala la tua quinta nazionale che poi si va; si va sul nostro Corso a camminare ancora. Sì, proprio sul nostro Corso, là dov’io sono rimasta sola. Mi dai la mano, ora?

anna mi tende lenta la sua candida mano dalle lunghe dita.
sto per scoppiare. Il petto non contiene più l’affanno e il ventre rantola conati e sta per vomitare. Tremori e spasmi. Soffro di brutto. penso:”questo è forse il preludio della morte.” Ma Anna è sempre lì, vera, in carne e ossa e, angelica, continua a illuminarmi di sorrisi.
con la vista che ora s’è annebbiata tendo la mano anch’io. Le dita già si sfiorano, le mie sono bagnate dal sudore, le sue sembrano fuoco. Avverto un gran calore, come se stessi entrando in crematorio, e poi, devastazione immane, l’onda d’urto d’un botto mi spazza via, violenta, dal pattino.
mi ritrovo per terra, e non sul Corso, disteso sulla stuoia, bagnato anche le ossa dal sudore, sovrappensiero e non? No. Sveglio, sveglissimo, semmai, e con gli occhi sgranati verso il cielo, ad inseguire Anna che scompare al seguito d’un rombo d’aeroplano.
anna. Ricordo. Anna della mente. Anna pensiero assente ma presente.
anna dell’oltre, è l’oltre.
e’ morta a diciassette, trafitta contro il muro della scuola da una moto sbandata su una bottiglia vuota lasciata, pure allora, nell’ambiente. Un vuoto a perdere Anna, se l’è portata via. Nell’oltre!

urlo a perdifiato e scaglio la bottiglia in alto mare, e il tonfo apre lo specchio d’acqua in cento, in mille cerchi che si ampliano lenti e vanno all’infinito.
rincaso anch’io fumando, non so come, la quinta nazionale del mio tempo.
  • Attualmente 4.16667/5 meriti.
4,2/5 meriti (6 voti)

mi ha emozionato....un testo di rara profondità e bellezza

il 29/03/2020 alle 18:49

Molto, molto bella, letta fino alla fine col fiato sospeso.

il 29/03/2020 alle 18:58

Noto delle inesattezze sul testo postato. In particolare alcune maiuscole mancanti. Me ne scuso. Sui miei originali, da cui ho fatto copia e incolla, non sono presenti.

il 29/03/2020 alle 21:33

Grazie, arturo. Sono contento. Se ti ha emozionato vuol dire che ti è giunto, e questo è bellissimo. ciao. ---- Grazie anche a te, Genziana.

il 29/03/2020 alle 21:39

Inesattezze a parte, è un racconto che val la pena leggere. -a-

il 29/03/2020 alle 22:11

Una scrittura turbolenta, inusuale, che arriva come un'onda anomala e travolge.

il 30/03/2020 alle 08:01

Per ottenere la Maiuscola ad inizio della frase metti il cursore accanto alla prima lettera della parola che inizia, appunto, la frase...poi schiaccia la barra spaziatrice...quando lo scritto verrà pubblicato vedrai la Maiuscola comparire con tua grande soddisfazione...

il 30/03/2020 alle 11:37

Grazie Cantorom. Se non ci fesse Lei povere "Maiuscole"... un saluto.

il 30/03/2020 alle 15:07

Bellissimo testo. Veramente degno di nota, almeno per me. Complimenti.

il 20/10/2020 alle 23:34