Pubblicata il 25/03/2020
L’eterno conflitto della razza umana portò guerra e miseria tra i popoli.

In un clima grigio e funereo il sole non si vedeva più sul pianeta da circa ottanta anni, dopo lo scoppio del super marchingegno social atomico che ingabbiò quasi tutta la popolazione dando al pianeta terra parvenze lunari.

Oggi, sei di novembre dell’ anno duemilacentoventitre d. C. ho ritrovato una vecchia penna biro mezza masticata e con essa provo a raccontarvi la storia dell’ involuzione.

Tutto ebbe inizio quando agli albori del ventunesimo secolo le piattaforme internet sfornarono diversi social che inizialmente avevano lo scopo del divertimento, della goliardia e anche dell’ accrescimento culturale, ma che invece solo dopo pochi anni amplificarono l’odio, la violenza, il razzismo la divisione e di questo coloro che ambivano al potere, facendo leva sui beceri e peggiori sentimenti della stirpe, approfittando del degrado conquistarono e sfasciarono le deboli e imperfette democrazie che fino ad allora si erano create.

Le dittature col sorriso (cosi’ le chiamarono) come in una specie di contagio effetto domino una volta instauratesi cominciarono lentamente e discretamente ad eliminare il pensiero dissenziente dei miti contestatori che cercavano di tutelare in particolar modo i più deboli, gli immigrati, gli emarginati, che furono le prime vittime sacrificali.

La vecchia costituzione che garantiva libertà e parola, lentamente venne inquinata da nuovi articoli dove la sovranità prevalente prese piede con la costruzione di orticelli in filo spinato il cui accesso venne negato alle diversità, alle minoranze dissenzienti che venivano catalogate in una scheda top secret al ministero dell’ interno.

Violenza, intolleranza crebbero a dismisura, i governi erano sempre gli stessi oramai da troppi anni fino a quando il presidente americano (anche lui in sella da più di quattro lustri) lanciò in uno stato ostile il super marchingegno social atomico che doveva far sparire solo la massadei contestatori.

Invece qualcosa andò storto nei calcoli degli scenziati e il pianeta si spense irrimediabilmente con la scomparsa del sole, e la reazione del globo fu violenta con il susseguirsi di terremoti, tzunami, eruzioni vulcaniche che distrussero tutto ciò che fino a quel giorno era stato creato.

Il genere umano allo sbando senza più il sole incrementò ancor di più il conflitto, col vicino amico, di ugual colore e idee; la fame, il freddo la sete le intemperie il grigiore perenne riportarono l’ umanità ad una fase preistorica davvero incredibile, e tutto andò a catafascio.

Ma oggi 6 di Novembre del duemilacentoventitre qui in questa pianura grigia il mio occhio cade su una minuscola piantina di basilico che prova a venir fuori dalla polvere e lo sguardo verso il cielo che dirada e si colora alla comparsa di un pallido sole pronto a nutrire l’ eterna speranza di rinascita della nostra curiosa umanita.

nota: racconto di fantasia scritto il 2 agosto 2018
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