Pubblicata il 25/03/2020
Mi siederò al tavolo migliore
del tuo ristorante, sarà
una sera qualunque in un
giorno di tregua.

reggerò con disinvoltura
il rossore del tuo viso, il
capriccio lieve della
tua bocca, nel vedermi
alla tua tavola.

ma non toccherò cibo.
avrò fame, ma non del tuo piatto.
avrò sete, ma non del tuo vino.

ti slaccerò il corpetto
mirandolina mia,
per scoprire la tua schiena,
le tue natiche severe,
le tue fragili caviglie,
e il tuo corpo sarà per me
tenera tovaglia di lino intrecciato,
vellutato panno, bucato profumato.

sarà questa il mio mensale.

e faremo l'amore in un
prelibato abbraccio, lo
faremo per ogni portata
che vorrai concedermi,
sarà questo il nostro
pranzo nuziale.

e se mi dirai che tu
ami questi occhi bui
come nient'altra cosa
al mondo, allora
io tornerò ancora.

tornerò sulla soglia
di questo stanza, tutte
le volte che lo vorrai,
per sentire con te l'odore
del mare, per sentire con
te il rumore lontano di questo
silenzio che più non ci spaventa.

tornerò perché tu possa
ricordarmi ogni volta, con rabbia,
che questo amore è più grande della
mia assillante pena di perderci dentro
le nostre inutili vite lontane.

tornerò, perché io possa
finalmente, gridarti con dolci
sussulti "ti amo" senza avere paura
che il mondo mi possa davvero ascoltare.
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Sea

Lascia senza parole dalla bellezza

il 25/03/2020 alle 08:20

molto delicata e decisamente bella e poetica fino quasi alla fine, si perde un pò nel finale,nel ritmo, comunque 5 calamai d'obbligo

il 25/03/2020 alle 09:17

Grazie ;) :D

il 25/03/2020 alle 12:42

Ricca di dolcezza, bravo!

il 25/03/2020 alle 13:59

Sino alla fine hai saputo catturarmi...piacevole lettura...

il 25/03/2020 alle 21:32